martedì 7 agosto 2018

Recensione - Heartbeat

Eccomi pronta per questa recensione, sulla quale ho dovuto riflettere non poco e credetemi non è stato affatto facile. Mi sono scontrata con i miei pensieri che di volta in volta prendevano direzioni diverse, confondendomi. Un romanzo che affronta tematiche molto forti per la sensibilità di una persona, quali la morte, il lutto e la solitudine che ne deriva. Inizialmente ho avuto qualche perplessità, mi sembrava che ci fosse un po' di superficialità da parte dell'autrice, una certa leggerezza nel porsi di fronte a questi temi. Così mi sono bloccata e sono rimasta ferma con la lettura per qualche giorno, immersa nei miei pensieri, cercando di capire cosa volesse veramente farmi capire questa storia. E sono arrivata ad una conclusione tanto vera quanto possibile: ogni persona reagisce a particolari situazioni, dolorose e a tratti insormontabili, in maniera diversa. Faccio un esempio: ad un funerale vediamo la persona impassibile, simile ad una statua di cera, con il viso pallido, gli occhi persi nel vuoto e un'altra invece che piange a dirotto. Il primo istinto ci suggerisce che chi piange soffra di più ma incappiamo in un errore madornale: né l'una né l'altra reazione possono essere contestate; le due persone stanno soffrendo alla stessa maniera. In questo romanzo si parla di due anime distrutte dal dolore in seguito alla perdita improvvisa dei rispettivi coniugi che trovano l'uno nell'altra la forza per ricominciare a vivere. Questo dimostra come l'amore vero possa superare le linee di un'anima ferita. Concordo con l'autrice nella reazione di Devon che assomiglia alla tipologia di persona impassibile, che si chiude a riccio, che difficilmente mostra il suo dolore di fronte alla malattia e alla morte della moglie. E questo suo carattere lo porta a ritirarsi in un ranch per occuparsi dei cavalli e della fattoria. Dissento invece la modalità di reagire della protagonista femminile, Stella. Questo l'appunto che vorrei fare all'autrice: Stella è una donna altamente emotiva e caratteriale: mi sarei aspettata da lei, di fronte alla notizia della morte improvvisa del marito nell'incidente, una reazione forte e violenta. Stella si sveglia in un ospedale e l' ultima cosa che ricorda è l'impatto dell'auto con il camion; chiede subito del marito e un'infermiera le comunica che è deceduto. Lei urla un attimo poi si zittisce di fronte alle parole di conforto dell'operatrice. Doveva, secondo il suo carattere, andare in escandescenza, fare il diavolo a quattro e la sola sedazione farmacologica sarebbe servita a calmarla. Invece una volta rimasta sola nella stanza, si rifugia in bagno a piangere. E poi? Dopo un anno è riuscita ad interiorizzare la perdita seppur la ferita dentro di lei non sia del tutto rimarginata. Non è compatibile secondo me con il suo profilo, ma è e rimane solo una mia opinione. Inoltre in alcuni punti (che non posso specificare altrimenti inizio a spoilerare),  il romanzo sembra peccare di veridicità. Per quanto riguarda la scrittura, posso affermare con piena convinzione che Louise Mirror possiede un grande talento, una predisposizione innata. Lo stile è fluido e scorrevole e la presenza di rari errori di battitura non inficia assolutamente la piacevole lettura del romanzo. Un'autrice emergente di sicuro in salita, frutto di un primo esordio veramente notevole. Ho appreso da un suo post che si è lanciata in un genere più piccante: ora sono curiosa di vedere come evolve. Spero di poter recensire anche un suo prossimo romanzo per constatare se è riuscita a fare il grande salto. Da leggere e capire.

#prodottofornitoda #LouiseMirror

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