domenica 29 luglio 2018

La memoria del futuro - Silvia Azzaroli, Simona Ingrassia

Ecco a voi la presentazione del romanzo di Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia la cui bellezza della cover cattura e invoglia a leggerlo tutto d'un fiato.

"La profezia di un'antica civiltà sudamericana sta per sconvolgere l'esistenza di tre persone della Londra del 2707: Curtis Chapman, geniale inventore, figlio del creatore di una grande multinazionale, il cui padre ha sempre tentato di plasmarlo a sua immagine e somiglianza, senza riuscirci. Il suo carattere indipendente e brillante lo porteranno a comprendere per primo il pericolo che l'umanità sta correndo, cercando di porvi rimedio; Jason Mitchell, il migliore amico di Curtis e in apparenza un tipo losco, si legherà in maniera indissolubile al giovane Chapman condividendone le battaglie e gli ideali, scoprendo un nuovo modo di vedere le cose grazie a lui e alla sua mente molto aperta e Dalia Robbins, giovane e ambiziosa ricercatrice biomedica dallo spirito indomito e la totale fiducia di poter plasmare il proprio destino. La ricerca di equilibrio tra la nuova tecnologia e la sapienza tramandata dal passato porterà ad una nuova tappa dell'evoluzione umana. Tutto questo grazie al coraggioso viaggio di una donna verso la riscoperta di se stessa e delle proprie origini.
Estratto

Il ragazzo lo fissò con uno sguardo accusatorio. Ripose gli occhiali nella tasca, non poteva permettersi di dimenticarli, visto che non sarebbe potuto tornare indietro a riprenderli, e si mise le
lenti. “In fondo è tutta una finzione, non è vero?”
“Di che parli?”
“Dimmelo tu di che parlo, visto che credi di sapere chi devo essere e cosa devo pensare.”
Lo sguardo di Chapman Senior s’incupì “Figliolo, voglio solo che tu viva una vita serena... è per te che ho creato tutto questo... è pensando a te che l'ho fatto, anche quando stavi male.”
Il giovane fece un sorriso amaro: “Ci credi davvero quando lo dici? No, non voglio sapere la risposta. Ho un party di rappresentanza a cui presenziare. Mi sembra sia ora che inizi lo spettacolo.” Suo padre alzò il braccio, voleva fargli capire in
qualche modo teneva a lui, che era l'unica famiglia che gli era rimasta, ma come riuscirci? Abbassò il braccio e sorrise tristemente “Sì, ci credo davvero… Tuttavia hai ragione, è ora di andare.”

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