martedì 24 aprile 2018

Review Party - Scorticati vivi

Scorticati vivi di Mathias P. Sagan è un romanzo che non si dimentica. Ti entra sottopelle quasi senza che tu te ne accorga. E, infatti, per me è difficile scrivere questa recensione, difficile perché questo romanzo mi ha provocato emozioni così forti che tramutarle in parole non è cosa da poco! 
Tra l’altro, mi dispiace davvero lasciare Benoît e Bruno, i due protagonisti, così come anche gli altri personaggi. Purtroppo le cose belle devono finire e io dovrò accontentarmi di rileggere la loro storia e di sperare che l’autore decida di scrivere qualcos’altro di loro, anche se il romanzo è autoconclusivo. 
La cosa che più mi ha colpito di questo romanzo è il modo semplice e diretto di raccontare una storia che di semplice ha ben poco. Benoît e Bruno, infatti, hanno entrambi un vissuto particolare: sono alle prese entrambi con un handicap. 
Cominciamo da Bruno, che fin dall’inizio sappiamo essere autistico. Gli è stata, infatti, diagnosticata da ragazzo la sindrome di Asperger. Ha imparato a conviverci, è riuscito a crearci degli equilibri, ma non aveva fatto i conti con Benoît. 
Benoît, invece, all’inizio della storia è un ragazzo sano, ma già nelle prime pagine lo vediamo coinvolto in un incidente stradale. Un incidente terribile, in cui lui esce da eroe, sì, ma con una gamba amputata. 
Ora, la rappresentazione di entrambe queste condizioni è fatta in maniera delicata e veritiera. Se devo trovare un difetto, credo che ci sia forse un eccessivo “spiegone” sull’Asperger, ma credo dipenda dalla volontà dell’autore di far conoscere questa malattia, che ha studiato e su cui ci sono tanti pregiudizi, spesso sbagliati! 
Per il resto, lo stile di Sagan è scorrevole, senza troppi fronzoli. Semplice e diretto, come ho già detto. E molto efficace. La struttura del romanzo, poi, è piuttosto classica: capitoli al presente, che alternano il punto di vista di Benoît a quello di Bruno. 
Coraggiosa l’idea di scrivere in prima persona di una persona autistica, ma anche qui l’autore vince la sua scommessa, riuscendoci senza grossi problemi! La sua interpretazione risulta convincente, per niente stereotipata o offensiva. 
Come si può immaginare, la storia d’amore tra Benoît e Bruno è, quindi, enormemente complicata. Specie perché entrambi i protagonisti sono molto giovani, sulla ventina. Ovvero si trovano in un momento della vita in cui tutto è amplificato, tutto sembra definitivo e assoluto. E anche questo, naturalmente, interferisce con la loro storia. 
Storia “breve” (il romanzo conta di poco più di 100 pagine), ma intensa e appassionante. Io di sicuro mi sono appassionata! (Lo so che l’avete capito, è che non riesco a fare a meno di dirlo!) E spero davvero che, se lo leggerete, proverete le stesse emozioni che ho provato io.

- Olimpia - 


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