domenica 8 aprile 2018

Recensione - Mr. Mercedes

A chiunque dica che Stephen King ha perso smalto, consiglio questo libro. Correte nella libreria più vicina e compratelo, oppure se non siete convinti leggete fino in fondo. 
Mr. Mercedes è il primo libro dell’ultima trilogia del Re, arrivata in Italia nel 2015 e che trova la sua conclusione con Fine turno nel 2017. 
Per quanto il Re sia conosciuto soprattutto per essere il Re dell’Horror, questa volta è di un thriller che stiamo parlando. 
La trama è essenzialmente molto semplice: un poliziotto in pensione deve riuscire a trovare il killer della Mercedes, assassino che mesi prima investì e uccise 8 persone e ne mutilò molte altre. Dopo un lungo periodo di immobilità, il killer si è fatto vivo con Bill Hodges, il quale prima di andare in pensione aveva investigato su di lui senza trovare niente. 
Ora Bill deve riuscire a fare ciò che non riuscì a fare prima di appendere il distintivo al chiodo e catturare l’assassino della Mercedes, prima che sia lui stesso a rimetterci la vita. 
Non è la storia in quanto tale a lasciare il lettore con il naso infilato dentro le pagine fino alla fine, non è la novità delle vicende narrate, né il fascino del protagonista o l’avvenenza del cattivo. È la narrazione quello che davvero cattura. 
King è famoso per caratterizzare i suoi personaggi, ne studia la psiche e li rende vivi. Questa volta non è stato diverso. 
Il detective in pensione che rimpiange i giorni di gloria sfogandosi con programmi (e cibo) spazzatura non è il solito eroe impomatato senza paura e con un passato oscuro e misterioso, è un uomo comune che trova in Mr. Mercedes una nuova ragione per alzarsi la mattina. 
King ci mostra anche il killer, quasi subito e senza tanto edulcorare il personaggio. Ci mostra chi ha potuto uccidere 8 persone impunemente e perché, cosa lo ha portato a diventare un mostro, trascinando il lettore nella sua mente fin quasi a provare pietà per lui, unita soprattutto a un motivato disgusto. 
Il contesto è quello dell’America schiacciata dalla crisi e ci viene mostrata attraverso gli occhi dei vari personaggi del libro, siano essi principali, secondari o comparse, contribuendo a delineare più chiaramente la psiche dei protagonisti. 
Il tono dapprima lento (ma non noioso) si trasforma in un ritmo incalzante di tensione e frenesia, un gioco che si basa sui secondi e che solo chi sarà più veloce e più attento potrà vincere. 
King non si è rammollito né ammorbidito, ha solo cambiato i toni, dimostrandosi valido tanto nell’horror quanto nel thriller. 
Dal suo esordio nel 1974 con Carrie ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e di anni ben oltre 40. A più di 70 anni, con storie di dipendenza alle spalle e un incidente quasi mortale negli anni ’90, King continua a troneggiare tra le librerie, restando a buon diritto il Re. 
Qualcuno dirà che è solo per strascichi di fama, io dico che Mr. Mercedes è una chiara prova che non è vero.

- Giorgia Rambaldi -


4 commenti:

  1. ciao, adoro questo genere di libri,a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, sembra davvero interessante. Prima o poi dovrò leggere anche io un romanzo di King!!

      Elimina
  2. Ciao Miriam adoro Stephen King, mi ha accompagnato per tutta la mia adolescenza e anche ora non mancano mai i suoi libri a casa mia!!
    il tuo blog è molto interessante e mi sono iscritta con vero piacere tra i tuoi lettori fissi, se ti va di ricambiare:
    angolodicatia.blogspot.com
    buona giornata Catia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ricambierò molto volentieri! Grazie mille ^_^

      Elimina