giovedì 1 giugno 2017

“The Changers – Eterea" di Martina K. Alice

Questo è il primo volume di una saga che mi ha già conquistata! Non starò qui a farvi i miei soliti scleri da pazza dicendovi quanto ami follemente questa copertina. Sappiate solo che ho perso il conto delle volte che l'ho aperta solo per il gusto di guardarla (e non avete visto il resto)!
ATTENZIONE: Da oggi potrete preordinare il secondo volume della saga: The Changers - Evanescente cliccando QUI

Titolo: The Changers – Eterea
Autrice: Martina K. Alice
Genere: Urban fantasy / Paranormal romance
Pagine: 513
Prezzo: Ebook €2,99 / Cartaceo €15,98
Link Amazon: Ebook / Cartaceo 
La vita sembra trascinarsi sempre più verso qualcosa di misterioso e inquietante per Lucrezia, dopo aver conosciuto Darrell. Il ragazzo del quale si è innamorata a prima vista sembra rivelarsi all’improvviso qualcuno che non conosce affatto, spezzandole non solo il cuore, ma trascinandola anche via dalla sua vita.
Lucrezia si ritrova così intrappolata in una comunità di changers, persone che credeva provenire da una leggenda.
L’unico che sembra accoglierla senza volerla uccidere si rivela il capo di quel posto che però l’affida sotto la guardia del ragazzo che ha attentato alla sua vita, Dante.
Inizierà così una convivenza sul filo di un rasoio, durante la quale Lucrezia imparerà a capire Dante e il suo odio istintivo verso di lei.
Ma cosa ci fa davvero lì dentro? Perché Darrell l’ha portata lì? Perché non la lasciano andare?
 Dal capitolo 4

«I changers sono una leggenda, niente più» affermai ostentando una sicurezza che non avevo.
«Tu dici?» chiese Dante, perforandomi con i suoi occhi glaciali.
Nel momento esatto in cui annuii, lui aprì la mano con il palmo rivolto all’insù. Una fiamma cremisi apparve vivace, levitando a due centimetri dalle sue dita, riscaldando appena le vicinanze. I suoi occhi di ghiaccio si colmarono di pagliuzze arancioni esposti ai riflessi della fiamma che ardeva sulla sua mano ma non sembrava bruciarlo. Il suo sguardo era acceso come non mai.
Dal capitolo 9
Un calore rassicurante mi pervase, un po’ proveniente dal minuscolo fuoco e un po’ dallo stare così vicina a quel ragazzo. Era come trovarsi davanti un caminetto d’inverno, con la pioggia di fuori. Mano a mano che mi fidavo della fiamma, quella diventava sempre più grande. Chiusi gli occhi, cercando di non pensare che quel calore provenisse da qualcosa di innaturale e oscuro. Percepivo il braccio di Dante che mi circondava i fianchi e, sebbene mi sentissi strana, non mi scostai.
Dal capitolo 19
«Era questo che intendevi quando hai detto che so perfettamente come farti soffrire, vero?»
«Intendevo che sei un coglione.» Gli rivolsi uno sguardo di fuoco ma riuscii ancora a controllare le mie emozioni e non scoppiargli a urlare in faccia, aggredirlo, o qualsiasi altro sfogo avrei voluto in quel momento.
«Non dovresti essere così crudele con me, dopotutto saremo compagni di missione.»
Feci un gran respiro per calmarmi, poi gli intimai di lasciarmi. Lui non fece una piega, continuando a fissarmi. Dopo un po’ mi trascinò in un corridoio laterale poco frequentato.
«Cosa vuoi, Darrell?»
«Non lo so, c’è qualcosa in te che... è come una droga» cercò di spiegarsi, scuotendo la testa.
Le sue parole mi fecero mancare il respiro, e mi scordai in un attimo il mio risentimento verso di lui. Era pura attrazione quella che provavo e, come lui, non avevo le parole per spiegarla. Cercavo di tenere sotto controllo la mia infatuazione, ma quando se ne usciva in questo modo non riuscivo a pensare lucidamente.
«Hai detto anche che so come farti stare bene...» sussurrò piano, tirandomi delicatamente. La sua potenziale bipolarità mi confuse ancora di più. Mi avvicinai a lui, del tutto stregata dalle sue parole. Non pensai alle conseguenze, lo feci e basta. Poggiai le mie labbra sulle sue e mi persi nel vortice di confusione che inghiottì la mia mente che mi faceva sentire quasi ubriaca.
«Luki.» Sussurrò il mio nome tra le mie labbra e mi fece mancare un battito. Il modo in cui mi chiamava era qualcosa di appartenente alla mia vecchia vita, qualcosa che volevo sentire ancora e ancora, qualcosa che non volevo andasse mai perduto.
«Luki» sussurrò ancora con voce suadente, aumentando il mio desiderio. Non mi sarei mai potuta separare nettamente da lui. Quel ragazzo era il simbolo della mia vita da umana e, come tale, ritirava fuori la vecchia Luki, quella spensierata e ultimamente anche piena di pensieri romantici. Era incredibile quante sensazioni nuove ma vecchie riuscisse a scatenare in un momento quel ragazzo.
Dal capitolo 42
«Salvala, fratello» lo pregò Dante stringendogli un braccio.
«No! Ci salveremo entrambi.»
Darrell si morse un labbro e fece oscillare il suo sguardo da me al ragazzo, prendendo la sua decisione subito dopo. Mi si avvicinò così veloce che a malapena lo vidi, poi mi colpì forte dietro la nuca, facendo riverberare il colpo per tutta la mia testa.
Sorpresa, provai a resistere all’oscurità che mi inghiottiva crudele, ma essa ebbe la meglio e dovetti abbandonare la triste realtà che stavo cercando disperatamente di modificare.
Dante, fu il mio ultimo pensiero, che mi accompagnò nel buio spingendomi sempre più giù.

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