lunedì 29 maggio 2017

Ultima tappa blog tour “La fine del mondo arriva di venerdì" di Isabel C. Alley

Salve a tutti miei amati lettoriiiii. Direi di partite immediatamente, che dite?
Per chi non lo sapesse, conosco questa fantastica autrice da ormai quattro anni e non posso che essere onorata di averla di nuovo nel mio blog e di poterla intervistare, quindi... iniziamo subito!
1. Ciao Isabel, bentornata nel mio angolino libroso, come stai? Emozionata per questa nuova uscita?
Ciao Miriam! Grazie mille per avermi ospitata qui, mi fa un grandissimo piacere! Sono molto emozionata per l’uscita di “La fine del mondo arriva di venerdì”, sicuramente come fu per il primo libro che uscì ormai quattro anni fa (è passato davvero così tanto tempo?). Sono emozionata perché è tanto che non pubblico e perché la storia di Giulia è molto diversa dalle precedenti che avete potuto leggere. Spero che riusciate a percepire tutto il cuore e il calore che ho messo in quelle parole.

2. Chi è Isabel nella vita quotidiana? Cosa ama fare, oltre ovviamente la scrittura?
Isabel nella vita di tutti i giorni è un’impiegata di (ahimé) trent’anni, spesso con la testa tra le nuvole e con un carico di sogni che si alimenta ogni ora che passa con le cose più disparate. Sono, come amo definirmi, una “nerd improbabile”, una di quelle che a prima vista non si direbbe, ma che adora i libri, i videogiochi, i telefilm… Mi potete trovare a molte fiere del fumetto in cosplay, o in abiti storici nelle rievocazioni celtiche. Ho sempre la musica nelle mie orecchie e adoro i gatti, infatti ho due bellissimi micioni che si chiamano Sif e Loki.

3. Com’è nata l’idea per questa storia?
L’idea è partita dall’ambientazione del libro: la rievocazione celtica. Faccio parte di questo mondo da cinque anni ormai, insieme al mio gruppo “Teuta Foionco” (di cui potete trovare qualche informazione nella seconda tappa di questo blogtour), e ho voluto creare una storia che raccontasse alcune delle emozioni che ho vissuto tra quei campi storici, quei fuochi, quella gente spensierata. Dato che la mia testa è costantemente piena di storie, ci ho messo poco a trovare quella giusta che si sposasse bene con quell’ambiente.

4. Parliamo dei personaggi. Non ti chiederò quale hai preferito, ma voglio sapere invece se ti senti in simbiosi con loro.
Inevitabilmente, come in tutti i libri che scrivo, nella protagonista ci è finito qualcosa di me. La mia insicurezza, l’allegria trovata nel gruppo di rievocazione, il senso di libertà che si respira alle feste… sono le stesse che ho vissuto io. Quindi sì, mi sento un po’ in simbiosi con Giulia (anche se per fortuna non ho vissuto le sue “brutte” esperienze). Un altro personaggio che sento vicino è Elena, una ragazza sempre pronta a sacrificarsi per aiutare le persone a cui vuole bene.

5. Qual è, generalmente, la parte di un romanzo che per te è più facile scrivere e, invece, quale ti risulta più difficoltosa?
Ciascun pezzo di ogni libro ha una sua difficoltà a seconda del contesto in cui è calato, dei personaggi coinvolti, dell’atmosfera che si respira, ma solitamente la parte che mi risulta più facile è quella dei dialoghi. Mi immagino i botta e risposta tra i personaggi come se fossero le scene di un film e butto sul foglio le frasi a cascata. Ho molta difficoltà invece a iniziare i capitoli, a scrivere quella parte introduttiva che collega la fine del capitolo precedente all’inizio della scena successiva. Sono come un motore: ci metto un po’ a scaldarmi e quando inizio un capitolo è come se dovessi ogni volta affrontare un piccolo blocco dello scrittore. Scritti i primi paragrafi, però, tutto fila liscio (o quasi).

6. Un estratto cattivello per invogliare i lettori… (sii pure crudele)
Mmm… Ce ne sono parecchi, ma ho scelto questo:
Continuammo a seguire il percorso che affiancava il fiume, salendo di quota per una collina e perdendo compagni per strada, chi per stanchezza, chi per i fatti propri. Mi accorsi di averli smarriti quasi tutti solo quando Giò, a poca distanza da me, si lamentò con suo fratello per il sonno e il bisogno di andare al bagno. Mi guardai attorno e vidi che sul sentiero eravamo rimasti soltanto io e Fran, fermo qualche passo più avanti di me.
«Che fai, non vieni?».
Indicai titubante i due ragazzi che stavano tornando in direzione dei campi. A causa delle curve create dalla riva del fiume, la festa non era più visibile. «Non andiamo con gli altri?».
«Perché? Sei stanca? Se proseguiamo, possiamo vedere dove porta questa strada».
Negli occhi di Fran c’era una luce curiosa e divertita. Lui non sembrava particolarmente ubriaco, ma il suo sorriso sbarazzino indicava che non era la ragione a guidare i suoi passi. In ogni caso, la voglia di stargli vicino era così tanta da farmi vincere l’imbarazzo per la situazione e la paura per eventuali pericoli.
«Ok, andiamo avanti».
7. Una curiosità riguardo i protagonisti di questo romanzo.
Giulia e Fran… Non voglio fare spoiler, ma diciamo che entrambi avranno modo durante la storia di levare le maschere con cui li vediamo al loro primo incontro. Tutti e due avranno un’evoluzione, ma non andranno di pari passo. Questo è un libro che, oltre a parlare di amore, si sofferma sulla crescita della protagonista, che travolge inevitabilmente anche gli altri personaggi, Fran più di tutti.

8. C’è qualche genere in cui vorresti cimentarti in futuro? E qui mi collego con un’altra domanda: progetti nuovi all’orizzonte?
Un genere di cui non ho mai scritto e di cui avrei già una storia in mente è il distopico. L’amore in questo caso cadrebbe in secondo piano, per lasciare spazio ad altre tematiche importanti. Non penso però che questo sarà il mio prossimo romanzo. Prima ci sarà sicuramente il terzo capitolo dei Diari di Isabel (so che tutti lo state aspettando con ansia. Non ho dimenticato Isabel, Lorenzo, Jenny e Stephan, ma avevano bisogno di una pausa di riflessione. Presto torneranno anche loro). Oltre a questo, ho un altro romance in mente che mi tormenta da un po’. Vedrò dove batterà con più forza la mia ispirazione.

9. Un libro che hai amato e che consiglieresti ai tuoi lettori.

I primi due libri che mi sono venuti in mente sono stati due fantasy. Uno è “Il nome del vento” di Patrick Rothfuss, classico fantasy fatto di viaggi, magie, avventure, con sfumature di mistero e allegria che lo rendono vario e molto interessante. L’altro è sull’orlo della fantascienza: “L’ombra del torturatore” di Gene Wolfe (il primo della serie “Il ciclo del nuovo sole”), molto diverso rispetto al primo che ho citato. È un libro poco conosciuto e a tratti di difficile comprensione, con richiami filosofici che possono quasi disorientare. Per i lettori attenti che vogliono interrogarsi su alcuni aspetti della vita è una gemma rara che va assolutamente assaporata!

10. Qual è il luogo che preferisci per scrivere? E per leggere?
Per entrambe le attività scelgo lo stesso luogo: il giardino della casa dei miei genitori. Durante le ferie estive, sfrutto ogni momento libero per rifugiarmi in quel luogo pieno di verde e serenità. L’unica cosa che cambia è l’appoggio: per leggere mi sdraio sul dondolo, per scrivere mi siedo al tavolino. Sotto quel gazebo ho scritto molte delle scene di “La fine del mondo arriva di venerdì”, soprattutto della parte centrale del libro.

11. Siamo quasi alla fine, direi che ti ho strapazzata per bene. Una domandina tosta: cosa pensi degli autori/editori/blogger di oggi?
Hai lasciato per ultima la domanda più difficile… Sarò sincera, negli ultimi tempi, per tanti motivi personali che non c’entrano con la scrittura, mi sono allontanata da questo mondo per dedicarmi ad altre cose. Sono, diciamo, uscita dal giro, quindi non so bene quali cambiamenti siano avvenuti. Una cosa però continuo a notarla da quando ho iniziato a scrivere: c’è ancora molta difficoltà per gli autori italiani self a farsi notare. Spesso piccole chicche pregevoli vengono affossate nel mercato da titoli più mainstream, che vengono presi in maggiore considerazione dai lettori e dai piani alti del settore perché vendono di più, non perché siano di qualità migliore. Spero che un giorno questo cambi e sia data una maggiore possibilità a chi se lo merita davvero.

12. Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato! Ti auguro un grandissimo in bocca al lupo per questa nuova avventura e, come sai, non smetterò mai di sostenerti! Un bacio (digitale). Grazie ancora per tutto l’entusiasmo che mi regali sempre. È stato un immenso piacere essere ospitata qui. Saluto e ringrazio tutti i lettori che mi seguono, quelli che hanno letto i miei libri in passato e che mi scopriranno in futuro. Senza di voi non sarei qui a scrivere queste parole. 

Vi è piaciuta? Direi che Isabel ci ha svelato parecchie curiosità golose!!! Quindi non ci resta che continuarla a seguire!!!
E, se vi foste persi qualche altra tappa, vi metto qui sotto tutti gli altri link!
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Il salotto del gatto libraio 
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