martedì 2 maggio 2017

#Pensaprimadiparlare 04



Siamo solo al quarto episodio, ma credetemi mi sembra di averne visti molti di più.
La "lentezza" con cui scorre questo telefilm ti mette addosso un'ansia pazzesca. Immagino che tutti vorrebbero sapere nel giro di poco cosa dicono le cassette, ma in quel caso nessuno riuscirebbe a cogliere i messaggi che Hannah vuole dare.
Stalking. Ecco il protagonista di questa puntata.
Per qualsiasi motivo esso venga fatto, non è mai giustificabile! Nemmemo se fosse per amore.
Anche questa volta vediamo che certe persone usano compiere gesti orribili per vendicarsi di un rifiuto, fregandosene altamente del fatto che qualcuno potrebbe rimanere ferito.
Un personaggio che mi sta entrando particolarmente nel cuore è la madre di Hannah. È toccante ogni suo gesto. La disperazione nella quale cerca una motivazione del gesto di sua figlia.
Perché Hannah non ha lasciato biglietti o messaggi con spiegazioni (almeno non ai suoi genitori).
Chissà se qualcuno troverà mai il coraggio di dare a loro i nastri...
Clay è un personaggio pragmatico, fatica a esprimere ciò che prova, ma i suoi occhi parlano da soli molto più di quello che crede. E, cosa molto importante, lui ascolta. È strano come i flash di Clay, o il suo immaginarsi e vedere continuamente Hannah, possano fare un effetto così strano.

Hannah non negava mai amicizia a nessuno, ma nei momenti di difficoltà gli altri non ci pensavano due secondi prima di allontanarsi e lasciarla da sola.
 
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