venerdì 27 marzo 2015

Recensione "La stella di Seshat"

Io adoro questa autrice! Se non avete mai letto nulla di suo vi consiglio di rimediare all'istante perché uno stile come quello di Giorgia raramente l'ho trovato. 
Sto ancora pensando a un aggettivo che riesca a definirlo in maniera perfetta. Ti riempie il cuore di emozioni, ti fa rilassare e ti culla. Io quando leggo qualcosa di suo sono totalmente rapita. 
È successo con Red Carpet e Asphodel esi è ripetuto con questo racconto che, seppur breve, riesce a sconvolgerti! 
Breve... purtroppo! L'avei volentieri trasformato in un tomone di 400 pagine! 
In questa storia Giorgia ci parla di un'archeologa (la protagonista) che condivide con altri due personaggi molto particolari (un illusionista e un antiquario) un dono che non si capisce come abbiano ricevuto: non invecchiano mai.
Questa immortalità è una dannazione, anche perché questi tre giovani non se la sono cercata! 
Rebecca, la protagonista, lavora da tutta un'esistenza nel campo meraviglioso dell'archeologia, la sua sete di sapere è immensa e quando si troverà a dover affrontare un nuovo ingaggio, incontrando dopo secoli i sue vecchi compagni d'avventure.
Il loro obiettivo: acciuffare un ladro... o mago? Che ha rubato a un collezionista un oggetto prezioso e, si scoprirà poi, molto potente: la stella di Seshat.
Una corsa contro il tempo che, nonostante la tensione, ci regala qualche scena veramente esilarante! 
Questa è una piccola citazione che ho letto per tipo cinque volte! Semplicemente fantastica! 

Robert afferrò la foto e se la portò vicino al viso. La fissò cinico per alcuni secondi poi la ruotò più volte, inclinando la testa come un cane curioso. 
"Sei sicura che uccelli e biscioline qui sopra vogliano dire tutta questa roba?"
"Conosco sedici lingue, Robert, di cui la metà morte da un pezzo. Si dà il caso che due di queste siano il demotico e il geroglifico. Quindi sì, uccelli e biscioline significano proprio quello che ti ho appena detto." 

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