mercoledì 4 febbraio 2015

"Evadne – La Sirena Perduta" di Diana Al Azem

Eccomi con una novità Dunwich che mi ha già rapito il cuore!

Titolo: Evadne – La Sirena Perduta
Autrice: Diana Al Azem
Genere: Young Adult
Pagine: 260
Prezzo: Ebook €3,99 - Cartaceo €9,90
Link Amazon: Ebook
Non potrò mai dimenticare quel senso di soffocamento provocato dallo stare così tanto tempo sott’acqua. Né la mancanza di ossigeno che mi bloccava i polmoni, provocandomi piccoli spasmi, o la poca luce che passava sotto il mare, spegnendosi poco a poco.
Qualche istante prima di perdere conoscenza, sentii qualcosa afferrarmi la vita e trascinarmi nelle profondità del mare. Proprio in quel momento persi i sensi.
Non ricordo né come né quando tornai a galla, ma a un tratto mi ritrovai alla deriva su una tavola da surf, di sera, a poche centinaia di metri al largo della costa di Tarifa.
Grazie a una pattuglia di guardia che vigilava la zona, riuscii a tornare a casa. Non sono mai stata capace di spiegarmi come una bambina di tre anni, in mezzo al mare, fosse riuscita a sopravvivere a quelle temperature invernali.
Diana Al Azem nasce a Granada a maggio del 1977. Ha studiato filologia inglese presso l’Università di Murcia, ma ha terminato gli studi presso l’Università di Essex in Gran Bretagna. È una lettrice instancabile di libri young adult. Evadne – La Sirena Perduta è il suo secondo romanzo. In Spagna è appena uscito il seguito, intitolato Evadne – E la Valle Delle Gorgoni.


Fu un momento magico e ci lasciammo trasportare dalla musica. Alzai lo sguardo per cercare le sue labbra scolpite, volevo sentirle sopra le mie. Dai suoi occhi capii che lui provava lo stesso desiderio. Ci guardammo così per dei lunghi secondi, fino a quando il dj cambiò nuovamente canzone.
La magia sparì. Naiade reagì scuotendo la testa e fece il gesto di riaccompagnarmi al bar. Rifiutai. Perché non mi baciava?
«Cosa vuoi da me?» chiesi, fissandolo.
«Come?» Mi afferrò il braccio per cercare di allontanarsi dalla confusione, ma opposi resistenza.
«Ti ho chiesto cosa vuoi da me? Perché mi stai facendo questo?» Ora mi sentivo frustrata.
«Non so cosa vuoi dire. Mi andava solo di ballare, niente di più.»
«Bugiardo.» Mi liberai dalla sua stretta. «So chi sei.»
«Certo che lo sai, ci conosciamo da più di un mese.»
«Non voglio dire questo. So cosa sei.»

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