lunedì 12 gennaio 2015

Recensione "Fake - Falsi profili"

Fake [/feik/]
1 Falso, che non corrisponde a verità, sin. menzognero, ingannevole, illusorio.
2 Diverso da ciò che appare, non originale, non autentico.
3 (internet) in social network, forum, chat ecc., utente che falsifica in modo significativo la propria identità

È questo ciò che troviamo nel retro del romanzo ed è questo il nucleo di ciò che l'autrice vuole far capire agli adolescenti che si avventurano in questo mondo, e farci capire che nulla è minimamente paragonabile alle relazioni tra persone fisiche.  
Si può paragonare uno schermo del computer a due occhi che vi guardano? Assolutamente no. Internet è stata una grande invenzione, ma moltissimi ne fanno un uso scorretto, fingendosi persone che non sono (o per divertirsi, o per apparire più sicure... di motivi ce ne sarebbero infiniti).
Questo romanzo parla della scomparsa di una ragazza: Marcella Destori. Nella prima parte del libro ci viene narrata la situazione dal punto di vita esterno, quindi compagni di classe, famiglia... e qui la protagonista è Giada, sua vicina di banco e amica. 
Tutti inizialmente credono stia male, e nessuno si fa problemi perché Marcella è la classica brava ragazza, che non combina nulla, ha interventi interessanti quando necessario nonostante stia un po' sulle sue. Man mano che leggiamo scopriamo che in realtà la gente sa pochissimo su di lei e che, non appena è confermata la teoria della sparizione, nessuno sa da dove partire per cercarla. 
Marcella adorava il mondo della rete, era sempre connessa. Ed è proprio in questo mondo che si scoprirà una sconvolgente verità. 
Mentre nella seconda parte conosceremo la vera Marcella e scopriremo realmente cosa le accade sia fisicamente che mentalmente.
È un viaggio che ci fa pensare moltissimo a quanto perdiamo di noi stessi lasciandoci coinvolgere da gente che crediamo di conoscere, ma che in realtà non conosciamo. 
Un libro che consiglio veramente.
In questo pezzo vediamo come Marcella definisce la rete.
Un specie di magia. Una favola antica si era trasformata in una favola moderna e lei aveva le chiavi d'accesso al castello incantato. Poteva frugarlo, scoprirlo, fuggire o nascondersi, travestirsi. Dipendeva tutto da lei. Nel castello incantato poteva dimenticare il resto. 

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