martedì 13 gennaio 2015

Io, protagonista di un racconto

Ciao miei adorati followers!
Tempo fa avevo partecipato a un blog tour organizzato dalla youFeel, dove bisognava scegliere uno dei mood che sono presenti nella collana per cercare di essere protagonisti di un racconto, dando uno spunto per una storia, che sarebbe stata scritta proprio dalle autrici You feel Rizzoli.
Mi sono tuffata subito perché avevo qualcosa che mi frullava per la testa. Un sogno che avrei voluto vivere io! E sorpresa delle sorprese: mi hanno scelta per essere la protagonista di un racconto romance scritto dalla bravissima Paola Grimaldi! 
Ringrazio anche Il blog Insaziabili letture e anche il blog Leggere romanticamente, che hanno ospitato due delle tappe del tour!
Vi incollo qui il racconto che spero vi piaccia tanto quanto è piaciuto a me! La copertina è splendida!!!
La bottiglia dei sogni
di Paola Grimaldi per Miriam Rizzo

Sembrano piccole perle di corallo, pensò guardando le unghie scarlatte dei suoi piedi che sprofondavano nella sabbia e brillavano attraverso l’acqua trasparente dell’Oceano Atlantico.
«Ti manca quello che c’è dall’altra parte?» le chiese Blake indicando con la mano abbronzata la distesa blu davanti a loro. Miriam alzò lo sguardo e si rese conto di quanto fosse lontano e distante tutto quello che aveva lasciato “dall’altra parte”.
«Solo il piccolo. Ma tra poco arriverà» disse spostando i lunghi capelli scuri da una spalla all’altra. «Anche perché qui adesso…»
«… ci sono io!» la interruppe Blake puntando i suoi occhi color del mare in quelli neri di lei e aprendo le labbra in un sorriso che liberò il cuore di Miriam dall’ultima paura. La ragazza avrebbe voluto ribattere, dire a Blake di non essere così presuntuoso, che lui non era l’unica ragione della sua felicità. Ma si limitò a sorridergli senza aprire bocca perché era vero; lui l’aveva salvata, nel cuore.
Miriam era arrivata a Key West quattro mesi prima per frequentare un corso di inglese. Amici e parenti l’avevano presa per matta, un’irresponsabile. Andare dall’altra parte del mondo per imparare una lingua? Ma lei voleva crescere, conoscere, farcela anche per il piccolo. E aveva chiesto un periodo di aspettativa, affidato il suo meraviglioso bambino alla madre, l’unica che l’avesse appoggiata davvero, ed era volata in Florida. E lì aveva conosciuto lui. Quando lo vide per la prima volta Miriam aveva sentito la pelle friggere e il cervello fare click, un click spaventoso ma emozionate, di quelli che “e dopo tutto cambiò”. Blake e le sue risate, Blake e la sua passione per la vita, Blake e il suo amore per le creature del mare che studiava: quel ragazzo che ora aveva al suo fianco sulla costa più bella di Key West, era riuscito a rimettere insieme i pezzi sparpagliati e pieni di spigoli della sua anima. Non era stato facile: avevano litigato fin dal primo momento. Lui, mentre perlustrava la spiaggia in cerca dei nidi delle tartarughe tipiche di quelle zone, l’aveva sgridata come se fosse una bimba vedendola scavare nella sabbia.
«Cosa fa signorina?» le aveva detto allora. «Non lo sa che è proibito alterare l’ecosistema?» Miriam era rimasta senza parole incapace di ribattere a quegli occhi pieni di ardore. Da quel momento avevano cominciato a vedersi. All’inizio incrociandosi per caso per le strade di Key West e salutandosi con un cenno del capo; lei andava a lezione nella scuola internazionale di inglese e lui al lavoro al Turtle Research Center, dove faceva il dottorato. Poi gli incontri si fecero meno casuali. Una mattina Miriam si ritrovò il ragazzo fuori dalla villetta che divideva con altre studentesse. Un caffè americano in un mano e un espresso nell’altra. «In tuo onore» le aveva detto soffiandosi un ciuffo di capelli neri dalla fronte e porgendole il bicchiere più piccolo. «Per calmare la nostalgia di casa.» E così divenne un appuntamento quotidiano, un caffè e mille parole. Ma che paura aveva Miriam del sentimento che aveva sentito crescere ogni giorno sempre più. Cosa raccontargli del suo passato? Come dirgli che c’era il piccolo? Ad andarle in soccorso ci pensò la vita, le strane coincidenze, il destino e pizzico di fortuna. «Ti devo confessare una cosa», le disse un giorno Blake tormentandosi il tatuaggio che aveva sul braccio. Per la prima volta da quando lo conosceva Miriam lo vide senza la sua patina da bulletto, fragile e disarmato. Aveva un figlio!? Le stava dicendo che aveva un bambino?! Che era un ragazzo padre?! Rise così tanto di gioia davanti al viso costernato di Blake che gli occhi le bruciarono per tutta la notte, una calda, intima e dolcissima notte.
«Vuoi sapere cosa stavo facendo quando ci siamo visti per la prima volta?» chiese la giovane prendendo Blake per mano. Lui non rispose e si fece guidare lungo la spiaggia. Arrivarono vicino a una palma inclinata dal vento che soffiava dall’oceano. Miriam si inginocchiò e sotto lo sguardo brillante del ragazzo iniziò a scavare. Tra la sabbia bianca e setosa comparve una bottiglia che Miriam pulì e mise nelle mani di Blake.
«Ecco cosa facevo» disse accarezzandogli il braccio. «Stavo sigillando i miei desideri.»
«Adesso puoi tirarli fuori» sussurrò Blake togliendo il tappo di sughero. «Perché stanno per diventare realtà.» La giovane guardò il suo viso e per la prima volta da tanto tempo capì che poteva fidarsi.

L’autrice:
Paola Grimaldi, dopo la laurea in Scienze naturali e un master in Comunicazione naturalistica, ha trovato nella divulgazione scientifica il modo migliore per coniugare i suoi due amori: la natura e la scrittura. Da allora collabora con alcune riviste occupandosi di animali, di scienza ma anche di storia, di antropologia e di tutto un po’. La voglia di raccontare l’ha sempre accompagnata e spinta a inventare trame e personaggi, spesso tinti di rosa.

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