giovedì 22 gennaio 2015

4^ tappa Blog Tour "Awake" di Salvatore Vivenzio

Eccomi a ospitare la quarta tappa di questo blog tour che parla di un romanzo che sono certa vi piacerà. Prima di farvi leggere l'estratto vi ricordo le tappe e le regole di questo blog tour.

ROMANCE&FANTASY FOR COSMOPOLITAN GIRL: 13 gennaio 2015
TAPPA 1: Estratto + Colonna sonora.
THE BIBLIOPHILE GIRL: 15 gennaio 2015
TAPPA 2: Estratto + Paragone con Dott Jekyll e Mr Hide, commentato dall’Autore stesso.
LA BIBLIOTECA INFINITA: 19 gennaio 2015
TAPPA 3: Chat live con Autore con domande e risposte sul racconto e la Sua biografia ad opera della blogger.
LE PASSIONI DI BRULLY: 22 gennaio 2015
TAPPA 4: Estratto
BOOKS WHAT ELSE: 26 gennaio 2015
TAPPA 5: Vignetta + Estratto.
Regolamento
- Diventare lettori fissi dei blog partecipanti.
- Commentare almeno tre tappe su cinque.
Premio
Il premio messo in palio per il Tour è una copia ebook gratuita del romanzo breve “Awake”
Vincitore
Il vincitore verrà estratto a sorte con un sito RANDOM fra i partecipanti che avranno rispettato tutte le regole. Il risultato sarà pubblicato sul blog della Casa Editrice: “Writing with Genesis Publishing”, il giorno successivo al termine dell’evento.


Mi sporsi e spiccai il volo. Sfruttai tutta la poca forza che mi rimaneva per darmi la spinta, le gambe risposero bene e l’atterraggio non fu eccessivamente disastroso. Caddi in acqua, anche se le gambe si sfracellarono sulle mattonelle che componevano il bordo della piscina. Sentii freddo, il liquido era ghiacciato, la temperatura non era molto alta, soprattutto quando il sole era oramai calante. Non sentivo niente, nessun dolore. Aprii gli occhi, vidi il fondo: mattonelle azzurre, mi sembrò di vedere il cielo sott’acqua. Gli insetti senza vita galleggiavano; quanto mi somigliavano. Sommersi da tutto e da tutti, sommersi dalle parole, dalle speranze, morti solo per aver rischiato, scomparsi solo per aver cercato d’abbeverarsi un po’. I fili d’erba sul fondo facevano compagnia agli animali. Guardai verso l’altro. Vidi il cielo che questa volta sembrava il mare, sommerso da uno specchio da un centinaio di litri. Guardai il nulla ancora una volta e ci vidi me stesso.
«Come funziona, io mi prendo i calci in culo e tu ti diverti? E io cosa ci guadagno? Potrei anche restare qui, sott’acqua, e mettere fine alle tue barzellette» farfugliai, lasciando entrare l’acqua.
«La morte ti spaventa troppo. Non lo faresti mai. Chi ti conosce meglio di me, meglio di te stesso?» rispose lui.
«Non sai quanto possa essere sorprendente un uomo che non ha più niente da perdere.»
E allora trovai il punto in cui l’acqua era più profonda e nuotai verso il basso, deciso a restare lì. L’avrei fatto, sarei morto, era l’unica via d’uscita, che avrebbe messo fine alle mie angosce. L’unico modo che ha una foglia per non farsi trascinare dal vento è sbriciolarsi. Dove ti porta alla fine un viaggio senza meta? Il mio mi aveva portato solo a scavare dentro me stesso e ciò che vidi fu terribile. Perché non puoi scegliere, sei sempre condannato a essere te stesso. Il destino, il fato, le moire, la vita, il cosmo, quando ti saranno tutti avversi, ti resterà solo lui, la parte più buia di te, e in quello ti dovrai rifugiare. E lui ti divorerà, di dilanierà, ti strapperà via tutto, diventerai un fantasma e sarà lui a vivere, promettendoti castelli e imperi. E la strada per metter fine all’agonia è una. Metter fine a te stesso, perché tu non esisti più. Esiste solo lui, che vive al posto tuo. E allora puoi solo togliergli la vita, anche se questo significherà toglierla a te stesso. Tanto che cazzo importa, pensai. Qui fa comunque tutto schifo, non mi perdo niente, pensai. E poi mi lasciai andare, con la speranza di trovare qualcosa di migliore in quel mondo che tutti decantano, coscienzioso del fatto che oltre la vita non ci sia mai stato niente, la curiosità mi spinse a credere, ad assaporare, a vivere intensamente gli ultimi attimi di vita. Che paradosso, gli attimi che stavo vivendo con più foga, con più interesse, erano quelli che mi portavano alla morte. Speravo sarebbe stato interessante. Qualcuno aveva detto che “la morte forse è il pezzo mancante del puzzle”. Qui sorgeva il problema, dov’era il mio puzzle?

Cosa ne pensate? Aspetto i vostri commenti! 

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