lunedì 3 novembre 2014

Recensione "Yinger e l'Antico Tomo"

Piccola nota sulla copertina: stupenda! Non mi stancherei mai di guardarla, è affascinante! Come tutte le altre della saga! Veramente meravigliose! 
Quando ho iniziato questo romanzo sapevo che era stato scritto per un pubblico di ragazzi e, come scrive anche l’autrice sulla quarta di copertina questo è un romanzo adatto agli adulti che amano le storie per ragazzi.
Sono partita con questo presupposto. Però posso dire che sarebbe venuto fuori un bellissimo romanzo anche per adulti, allungando un po’ la durata delle vicende e aggiungendo più dettagli. 
Il romanzo inizia in modo non proprio positivo, la nonna di Yinger, ormai anziana, sta per morire, ma svela alla nipote un importante segreto. Yinger è una maga dueng, e il suo destino è pericoloso e importante. Se svelerà chi è a qualcuno che non è un mago, o se non sceglie chi diventare (sacerdotessa o strega nera) perderà i suoi poteri. Ma ora la sua missione primaria è portare L’Antico Tomo alla città di Akyab, prima che il perfido mago Zoshang s’impossessi di tutto il Gran Regno. 
Durante il viaggio però Yinger farà molto di più che portare semplicemente l’Antico Tomo. Donerà speranza e libererà i legittimi sovrani dalle maledizioni a cui sono incatenati.
Un leggera nota dolente del romanzo sono alcune ripetizioni molto ravvicinate, che secondo me si potevano benissimo eliminare. Altra cosina, l’uso di termini magari ricercati e che stonano un po’ col tono leggero della lettura es. Ynger che dice al suo unicorno “Ora le pronunzierò anche per te” (riferito alle parole magiche). Io avrei usato un termine più semplice. Ma ovviamente sono opinioni personali.
Non l’ho ancora detto, ma durante il suo viaggio Yinger è accompagnata da Aless, amico d’infanzia. Qui c’è una specie di triangolo: Aless ama Yinger, ma lei è innamorata di Mark, il quale però non sembra provare particolare interesse, anche perché sparisce subito dalla narrazione. 
Quello che non ho sopportato è stato l’atteggiamento di Yinger nei confronti di Aless! Da dire che se fossi stata in Aless l’avrei mandata a quel paese quasi subito. Lui le da il mille per mille (anche di più), e lei è così ingrata nei suoi confronti… sempre! Solo alla fine, si rende conto di quanto tenga effettivamente a lui.
Yinger, nella parte del romanzo dove è con Aless, non mi è piaciuta per niente! 
Porto un esempio veloce. Yinger è stata ferita, ma la soluzione definitiva al veleno è ignota. Quando lei e Aless arrivano in una nuova città vanno in biblioteca per studiare (lei nuovi incantesimi, lui un modo per aiutarla). Dopo qualche ora Yinger se ne va, per provare ciò che ha appena studiato e lascia solo Aless, che torna alla taverna solo a tarda sera. Quando vede che Yinger ha già mangiato ci rimane male, perché pensava che l’avesse aspettato. Lui si siede, inizia a mangiare e, quando accenna di aver trovato forse una soluzione al suo problema lei lo spedisce (non proprio gentilmente) in camera a preparare l’unguento. E lui? Lui le è devoto e la ascolta sempre.
Tirando le somme questo romanzo mi è piaciuto! Scritto bene, leggero e veloce da leggere.
Ora sono ansiosa di leggere l’altro romanzo che mi ha mandato l’autrice.

Nessun commento:

Posta un commento