venerdì 12 settembre 2014

Recensione "The Giver - Il donatore"

Ieri ho terminato questo romanzo che mi veramente stupita in continuazione.
Inizio col dire che lo stile di scrittura dell'autrice è sublime. Ho pensato a qualche spiegazione da dare in merito, ma solo leggendolo potrete capire. Altra qualità stupenda del romanzo è che non ti svela tutto subito, quindi anche tu vedi il mondo come il protagonista, solo che lui non si pone particolari domande, mentre tu sì.
Un finale che non mi aspettavo assolutamente, e che ovviamente ti spinge verso gli altri romanzi della saga.
Sono libri piccolini, dalle copertine deliziose, e si leggono veramente in modo veloce.
Parliamo del romanzo!
Il mondo in cui vive Jonas è "perfetto". Non ci sono differenze di nessun tipo. Tutti sono uguali, tutti rispettano le regole della Comunità. Non c'è fame, né tristezza, né rabbia.
Un mondo così, però, da anche il senso di un mondo piatto e privo anche di felicità e amore.
Ci sono le unità abitative, non le famiglie. Dove un uomo e una donna possono richiedere al centro Puericultura fino a un massimo di due figli, un maschio e una femmina. Sono le Partorienti a far figli. Il loro incarico dura tre anni e ogni anno devono partorire un figlio.
Qui è tutto programmato alla lettera, non c'è margine d'errore.
Chi infrange le regole, o chi non è ritenuto adatto alla comunità, viene Congedato Altrove.
Jonas sta per partecipare alla cerimonia dei Dodici, è ansioso perché in questo particolare evento ogni Dodici verrà assegnato a un reparto della Comunità e inizierà a lavorare.
Quando gli viene assegnato l'onore di essere il nuovo Accoglitore di Memorie, Jonas non sa cosa aspettarsi.
Lo stupirà davvero il venire a conoscenza di tutto: colori, sensazioni, emozioni, dolore.
Cosa difficile sarà non poterlo condividere con i migliori amici: Asher e Fiona, che continuano a vivere nel bozzolo grigio che è stato creato per loro.
Solo Jonas e il Donatore sanno la verità.
Cosa accadrà?
Una cosa che mi ha sconvolta parecchio in questo romanzo, oltre al fatto del congedo (non solo degli anziani, ma anche dei neobimbi (neonati) che o sono troppo piccoli, o non si sviluppano bene) il fatto che, da quando i neobimbi iniziano a camminare, i Puericultori iniziano a educarli, usando come strumento di punizione un frustino. La stessa cosa accade per gli anziani.
Senza parole anche la scena che vede Jonas un giorno riguardo il Congedo di uno di due gemelli. A fare il congedo sarà proprio il padre di Jonas. La sua freddezza è veramente agghiacciante.
Consiglio veramente questo romanzo! Non ve ne pentirete! Fa riflettere moltissimo, e non solo.

La punizione adottata con i bambini piccoli consisteva in una veloce serie di colpetti inflitti con il frustino, un'arma esile e flessibile che faceva un male cane. Gli specialisti dell'Infanzia erano istruiti a dovere sui metodi con cui impartire la disciplina: un rapido colpetto sulla mani nei casi meno indisciplinati, tre colpetti più secchi sulle gambe nude nei casi recidivi. 

Questa è una frase che il Sommo Anziano dice a ogni Dodici nel momento in cui designa il suo ruolo nella Comunità.
"Grazie per la tua infanzia."

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