giovedì 24 aprile 2014

Recensione "Taken"

Mi scuso pubblicamente col romanzo per non averlo letto tutto di seguito, ma anzi di averlo letto a spezzoni, mollato per quasi due mesi e poi averlo ripreso. Taken però ha la fortuna di essere un romanzo che non si dimentica facilmente.
Ancora una volta parliamo di romanzo distopico (sto davvero cercandoli tutti! E spero di riuscire a leggerli tutti, questo genere è davvero diventato la mia droga… nonostante la sofferenza che mi provocano). 

Siamo ancora al primo capitolo della trilogia (credo sia una trilogia), quindi sono sicura ne capiteranno molte. 
Devo dire, purtroppo che non mi ha entusiasmata molto in alcuni tratti del libro, forse dipende dal fatto che l’ho letto a spezzoni e ogni volta che iniziavo a essere coinvolta mi bloccavo. Comunque una lettura piacevolissima, solo che non mi ha fatto l’effetto di altri libri.
Il nostro protagonista è Gray, un ragazzo di cui non potete non innamorarvi (ok, sono io che mi innamoro sempre dei protagonisti… è più forte di me! Abbiate pazienza) il suo nome è dato dal colore dei suoi occhi, appunto grigi. Colore che lui definisce un non-colore, ma che in realtà è estremamente irresistibile.
Vive a Claysoot una cittadina non molto grande isolata da alte mura che nessuno ha il coraggio di scavalcare (chi c’ha provato è stato rigettato al suo interno senza vita).
A Claysoot c’è una particolarità: non ci sono uomini. Essi infatti, all’età di diciotto anni vengono “prelevati” da nn si sa cosa e semplicemente spariscono. Una situazione decisamente poco piacevole.
Il romanzo inizia con l’ultima giornata a Claysoot di Blaine, il fratello di Gray. Il clima che si respira è dolore puro, e questa parte secondo me è una delle migliori, perché descrive perfettamente come ci si può sentire in una situazione così.
Ma anche per Gray i giorni sono contanti. Ha un anno ancora e poi sarà il suo turno. Rassegnato (anche se non troppo) cerca di godersi la vita, provando a conquistare Emma, amica da sempre. E quando ci riesce le cose diventano un po’ troppo serie. Come farà a lasciarla?
A cambiare definitivamente le cose una lettera che trova per caso in casa sua scritta da sua madre per Blaine. Il secondo pezzo è mancante, ma basta il primo a farlo insospettire: si parla di un segreto al quale lui deve restarne fuori, qualcosa che potrebbe cambiare le loro vite.
E questo segreto lo spingerà a scavalcare il muro (con Emma a seguito) e cercare risposte.
Vengono trovati da delle persone e portate a Team, un complesso abitativo nel quale, con sua infinita sorpresa trova Blaine e i suoi vecchi amici.
Anche se la felicità lo sovrasta, i dubbi rimangono tanti, soprattutto quando scopre che lui è il fratello gemello di Blaine, ma che sua madre, per cercare di capire i rapimenti, l’ha tenuto nascosto per nove mesi.
L’inizialmente sicura Team si rivelerà un posto pericoloso per quelli come Gray.
Frank, il capo, lo tratta inizialmente bene, adulandolo e cercando di assuefarlo al suo volere. Raccontando storie di ribelli pericolosi che vogliono distruggere tutto.
Ma saranno davvero pericolosi? Quali segreti nasconde Team?
Questo romanzo (a parte un momento un po’ così mentre Gray era a Team) mi è piaciuto moltissimo. È scritto benissimo, ricco di colpi di scena! Alcuni che mi hanno letteralmente lasciata a bocca aperta. Un distopico che sono contenta di aver letto! Attendo con impazienza il seguito! Perché voglio assolutamente sapere come continua.
P.S. W Bree (vorrei parlarvi di lei, ma aspetto il secondo romanzo, così non faccio spoiler).

2 commenti:

  1. Ciao Miriam! Non avevo mai dato molta attenzione a questo libro. Ma credo che lo aggiungerò in wishlist. Dopo la tua recensione mi ispira di più!

    p.s. Anche io mi innamoro sempre dei protagonisti! Ahahahhahahah

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    Risposte
    1. Ihihihi sono personaggi che ti fanno rimpiangere di non vivere nel loro mondo :-) Tipo ho un fidanzato (o più) per ogni libro o film :-)
      Te lo consiglio comunque :-) Gray deve entrare nella tua collezione <3

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