sabato 30 novembre 2013

Choice and Meaning #10

Ciao a tutti ed eccoci al decimo appuntamento con la rubrica
Oggi per la prima volta da quando è partita questa rubrica ospitiamo un autore! Non vorrei si pensasse che sono femminista! Ho avuto il piacere e l'onore di conoscere Corrado Spelli grazie alla casa editrice Newton Compton. È stato il primo romanzo che mi hanno mandato dopo la conferma della nostra collaborazione. Mi avevano dato l'opportunità di recensire un romanzo a mia scelta e io,  La stanza del dipinto maledetto. Appena l'ho visto ho sentito che sarebbe stato un romanzo che non si poteva non leggere. Poi quando ho visto che era il primo romanzo che l'autore pubblicava con la casa editrice ho deciso di optare per quello per fare in modo (nel mio piccolo ovviamente) di farlo conoscere un po' di più!
dopo svariate selezioni, ho scelto
Sono felicissima abbia accettato di essere qui a parlarci del suo romanzo. Anche perché è la prima volta che ospito un autore che ha pubblicato con una casa editrice, quindi sicuramente non ha la stessa libertà di un autore che decide di auto pubblicarsi!
Ciao Miriam, il titolo è talmente importante che, spesso, uno scrittore ci pensa ancor prima di scrivere la prima riga del romanzo. E’ un po’ come il giovane musicista che, quando ancora non ha composto nemmeno una canzone, pensa già al nome della band che fonderà. E’ ovvio che avessi in mente un titolo (e altri di scorta) per il mio romanzo, ma quando sono entrato in una grande casa editrice mi sono subito reso conto che il mio mestiere è quello di scrivere, non quello di fare l’uomo marketing, il grafico, il copywriter, l’ufficio stampa, il webmaster... Una casa editrice come la Newton Compton in tutti questi ruoli ha persone esperte e capaci, con cui dialoghi e ti confronti continuamente e che ti sanno consigliare al meglio. Pensa che avevo presentato il mio romanzo con il titolo “Ho scelto te”, subito bocciato come troppo in “stile Moccia”, giustamente.
Lo stesso discorso vale per la copertina, anche qui bisogna affidarsi al lavoro di chi lo fa di mestiere e conosce segreti e trucchi perché quell’immagine risalti in mezzo alle decine di altre sugli scaffali di una libreria. Tutto ciò è difficile, almeno all’inizio, quando hai le tue idee ben radicate in testa e fatichi ad accettare altre proposte, poi ti rendi conto che è meglio così, che tu devi dedicarti alla scrittura e per il resto devi affidarti a mani esperte.
Personalmente l’avevo immaginata tutta nera con un volto (preso da un dipinto) che si intravedeva appena.

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