giovedì 3 ottobre 2013

Choice and meaning #7

Settimo appuntamento con la rubrica

Prima di cominciare devo ringraziare Alessandra Paoloni, che è l'autrice che ospiterò oggi, per aver creato in un tempo da record il post che inserirò tra poco. Ero convinta il post andasse pubblicato il 9 ottobre e per puro caso ho scoperto che invece era oggi!! Alessandra è stata un angelo a mettere da parte gli impegni e a dedicarmi il suo tempo. Grazie, grazie, grazie <3 La discendente di Tiepole è il romanzo che andremo a scoprire oggi. Un romanzo che si può riassumere in una parola: mistero. È questo mistero non lo troviamo solamente nel corso della storia, ma è presente sia nella copertina che nel titolo. Ma a questo punto do la parola all'autrice.
 
Volevo, per questo romanzo, che il titolo contenesse sia il fulcro che le tematiche del libro stesso. Tiepole è il luogo dove le vicende di Emma e dei maledetti avvengono. Tutto si svolge tra quelle case addossate le une alle altre, case antiche piccole e anguste, come l'animo di chi le dimora. I personaggi non si spostano mai dalle strade di Tiepole, eppure così piccolo quel paese ha tanto da raccontare. Tutto ebbe inizio con Tiepolo Costantini, il fondatore della comunità tiepolese. Quando iniziai a scrivere il libro volevo fin da subito che il promotore di tutta la storia fosse messo in risalto nel titolo. Tiepole deve il suo nome a chi l'ha fondata, a chi ha acceso la miccia del mistero e dell'occulto in un luogo immaginario dimenticato da Dio. Tiepolo è, assieme a Marta Vasselli, il burattinaio invisibile che muove i fili della leggenda tiepolese dai suoi albori. Probabilmente lo farà fino alla fine di tutto, se una fine ci sarà. Il termine discendente invece racchiude il tema centrale del libro, e risponde alla domanda che il lettore si pone durante la lettura: chi è la temibile discendente che a vent'anni dalla morte di Marta Vasselli completerà il lavoro della megera? Chi tra i tiepolesi riprenderà l'antica magia avviata da Tiepolo? A lungo lettore e protagonisti si domanderanno assieme chi sarà la discendente, e devo ammettere che me lo sono chiesta anche io almeno fino a metà libro mentre lo scrivevo, mentre tessevo una delle trame più complesse che ho mai scritto. La discendente di Tiepole ha tutto in sé, ha il chi e il dove. Tutto il mondo tiepolese è racchiuso in quella semplice frase, in quel titolo che ho giudicato più che idoneo e d'impatto per la mia opera.
Nella copertina possiamo vedere una ragazza senza volto, o meglio, senza testa. Ciò rappresenta l'identità sconosciuta della discendente, un volto che si scoprirà solo alla fine del romanzo. La ragazza tiene tra le mani una rosa rossa che le si sgretola tra le dita, segno della purezza che verità scomode e terribili fanno fuggire. Innocente, pura... la ragazza scalza con l'abito bianco era tutto ciò prima di entrare a contatto con la dura realtà di Tiepole. E che dire del cielo minaccioso? Chi si è già avventurato per le vie maledette del paese sa che a Tiepole il cielo è sempre plumbeo, che il sole sembra fuggito da quel luogo malsano. Le nuvole raffigurano l'animo stesso di chi abita sotto di loro, anime corrotte dalla superstizione, lavative e fataliste come direbbe Marta Vasselli. Anime perse che hanno terrore di quello che potrebbe accadere qualora la discendente arrivasse davvero. Elisabetta Baldan, l'autrice della copertina, mi mostrò questa immagine molto tempo prima che io inviassi il manoscritto alla Butterfly. I colori davano sul blu e c'era della pioggia battente, poi in seguito tolta. Non appena la vidi mi ricordo che dissi a me stessa “semmai pubblicherò la discendente allora questa sarà la sua copertina”. E così è stato. È misteriosa quel tanto che basta ad attirare un occhio curioso, ed è simbolica in ogni suo angolo. La copertina è Tiepole e nel suo mezzo la figura indecifrabile della discendente sovrasta su tutto, così fondamentale per la storia del paese. Un accurato ed efficace connubio tra titolo e cover.



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