giovedì 5 settembre 2013

Choice and Meaning #5

Altre due settimane sono volate e finalmente eccoci ad un altro appuntamento della rubrica
A ritorno dalle vacanze mi ritrovo con un sacco di cose da fare, ma l'amore per ciò che faccio mi impedisce di mollare tutto, anzi, ho sempre più voglia di dare di più a questo blog e agli autori che si fidano di me.

L'autrice che ospito oggi è Giorgia Penzo, autrice del romanzo Red Carpet. 
Sono ansiosa di scoprire cosa si cela dietro al titolo e alla cover. A me è piaciuta fin da subito, c'è un alone di mistero attorno all'immagine di copertina, e non vedo l'ora di leggere il romanzo per scoprire tutta la storia.
Ma ora diamo la parola a Giorgia, che sono sicura dirà cose molto più interessanti delle mie :)

La protagonista del romanzo, Elizabeth Scott, si muove in un mondo glamour e pericoloso. Vestiti alla moda, serate di gala, borse costosissime, auto lussuose, jet privati. La sua vita è un red carpet su cui mettersi in mostra, ma anche dove si viene inesorabilmente giudicati.  È un tappeto lungo, insidioso, rosso come il sangue che – volente o nolente – scandisce la vita di Lise. Ed è una passerella che in un momento ben preciso del libro segna una sorta di passaggio per la protagonista, il rischio del tutto per tutto.
Il red carpet è l’apice dell’apparenza, l’emblema che nel romanzo simboleggia il più recondito sogno dell’uomo: vivere per sempre. È comunque un’arma a doppio taglio. Una volta attraversato, una volta avuto il proprio momento di gloria, il sorriso di circostanza svanisce e si ritorna a fare i conti con i propri demoni interiori.
 
La copertina scelta per Red Carpet è stata disegnata da Andrea Tentori Montalto, un bravissimo illustratore che ha creato l’immagine seguendo le mie linee guida. 
Sullo sfondo un occhio attento può riconoscere la Grande Galleria degli Specchi della reggia di Versailles, mentre in primo piano c’è una rosa bianca insanguinata. Il fiore in questione ha molteplici significati. 
Innanzitutto era il simbolo di un’antica casata inglese, e rimanda al passato di uno dei protagonisti del romanzo. 
Ma la rosa bianca era anche il fiore preferito dalla regina Maria Antonietta di Francia – altro indizio riguardante la trama - la quale amava accompagnare le lettere per gli amici a lei più vicini con quelle coltivate nei roseti nel Petit Trianon. 
Parte della vicenda si ricollega agli eventi della Rivoluzione francese, da qui la scelta del fiore e delle gocce di sangue sui suoi petali.

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