sabato 3 agosto 2013

Intervista a Corrado Spelli, autore di "La stanza del dipinto maledetto"

Ciao a tutti, dopo la recensione di ieri godetevi questa interessantissima l'intervista.
 
1) Ciao Corrado, sono veramente contenta di poterti ospitare nel mio blog. Ti va di parlarci un po' di te? Chi è Corrado Spelli?
Sono un giornalista di Bologna, più precisamente di Medicina, cittadina della Bassa, come si dice da noi, al confine tra Emilia e Romagna. Cosa posso aggiungere? Che nonostante sia vicino ai quarant’anni, me ne sento addosso molti meno.
2) Dov'è nata la passione per la scrittura? E l'idea per questo romanzo? Perché Perugia?
Ho cominciato sulle macchine da scrivere tradizionali, proprio quelle con i tasti duri, che quando sbagliavi usavi il bianchetto. A diciotto anni raccontai un lungo viaggio a zonzo per l’Europa con 
alcuni amici, pagine che non so nemmeno dove siano finite. Dopo ho continuato scrivendo storie autobiografiche, poi spostandomi sul thriller e il paranormale.

Come hai ben precisato nella tua recensione, “La stanza del dipinto maledetto” è, ancor prima di un thriller, una storia d’amore maledetta, è quell’amore impossibile il centro di tutta la storia.
Ho scelto Perugia perché era la città italiana più adatta: le dimensioni giuste, l’università, l’insieme di vicoli e cunicoli sotterranei.
3) Perché la scelta di una protagonista donna? È stato difficile immedesimarsi?
E’ una domanda a cui non saprei risponderti, è nato così, fin dalla prima pagina, è venuto naturale che a narrare le vicende fosse una protagonista femminile. Nel romanzo c’è molta azione e poco spazio per le riflessioni mentali della protagonista, intendo quelle più intime, per cui non è stato così difficile immedesimarmi.
4) C'è qualcosa di autobiografico nel romanzo? Qualche tua caratteristica "donata ai personaggi"?
Nulla, giuro. Prima di questo romanzo tutto quello che scrivevo era, più o meno, autobiografico. Protagonisti della mia età, i miei luoghi e le mie abitudini. Qui no, è tutto inventato, e ti dico che è stato molto più semplice scriverlo.
5) Qual è il personaggio a cui ti sei affezionato di più?
Adoro i cattivi, di conseguenza avrai già capito a chi mi sono affezionato di più. Però ti posso anticipare che un personaggio apparentemente buono, e secondario, di questo primo romanzo, rivelerà in futuro il suo lato peggiore.
6) Quale parte del libro ti è piaciuto di più scrivere?
Devo fare una premessa, la parte storica è nata dopo e, almeno inizialmente, non era prevista. A me è piaciuto molto scriverla, forse di più rispetto al resto del romanzo, anche se il genere storico non mi attira particolarmente.
7) Devo proprio chiedertelo...il finale mi ha lasciata un po' intontita. Ci sarà un sequel o lascerai noi poveri lettori con mille dubbi? Se ci sarà, cosa puoi dirci a riguardo? Hai qualche altro progetto letterario in mente?
Il sequel è già scritto, troppe cose sono rimaste in sospeso. Come ti dicevo, un personaggio apparentemente buono si rivelerà un traditore, mentre Liz prenderà la situazione in mano, per
scoprire cosa nasconde il suo passato. Diciamo che tutte le certezze del primo romanzo saranno rimesse in gioco. Però una cosa è certa: chi è morto non tornerà in vita.
Per il resto ho già un altro progetto avviato, è in parte un ritorno al passato, è qualcosa a cui tengo molto, ma non anticipo nulla.
8) Qual è il tuo genere preferito?
Mi piace il thriller, e l’horror, però quando riescono anche a raccontare l’ambiente che c’è attorno alle vicende. Mi spiego meglio, prendiamo Joyland, l’ultimo romanzo di Stephen King, è un thriller, ma allo stesso tempo è un romanzo cosiddetto di formazione, racconta una fase della vita del protagonista ed è uno spaccato di una certa America di inizio anni settanta.
9) Che libri senti di consigliare ai nostri lettori?
Consiglio La Merla, di Caterina Cavina (edito da Baldini e Castoldi), oltre ad essere mia vicina di casa (ci separano 200 metri in linea d’aria) rientra nel tipo di romanzi di cui parlavo sopra. Una storia d’orrore ma allo stesso tempo un viaggio nella bassa padana.
10) Una citazione che per te ha un significato particolare
Bella domanda... non ti darò una citazione, bensì un incipit, per me il migliore in assoluto, lascio ai lettori scoprire di quale libro si tratti. L’indizio è: autrice inglese di origine giamaicana.
Presto nel mattino, tardi nel secolo. Cricklewood Broadway.
11) Grazie per essere stato qui con me. Spero di poterti ospitare ancora. Ti faccio i miei complimenti per questo esordio, e ti auguro di avere una stupenda carriera.
Grazie a te per l’ospitalità, ti terrò aggiornata su qualsiasi novità.

Felicissima di aver scoperto che il romanzo non è autoconclusivo, e ansiosa di poter leggere il sequel!

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