venerdì 12 luglio 2013

Recensione La leggenda dei prescelti

Ho concluso questo libro, che purtroppo non ha suscitato in me le emozioni che mi aspettavo, ma come si dice sempre: il mondo è bello perchè è vario, un libro potrebbe essere eccezionale per una persona e disastroso per un'altra.
Come in tutti i fantasy abbiamo un cattivo, in questo caso il nostro cattivo ha un fratello e una sorella, quindi la difficoltà si fa maggiore. Il destino farà incontrare quattro creature diverse fra di loro, in un modo non proprio piacevolissimo, infatti in questo romanzo, il fattore "morte" è sempre e 
costantemente presente. Nessa l'elfa, Victoria l'elfa oscura, Jarian un mago e Thorium un nano sono i quattro prescelti che hanno il compito di ricongiungere un'elsa alla sua lama formando così la spada della luce, l'unica arma che è in grado di distruggere i tre potenti tiranni. Inizialmente non sanno qual è il loro destino, sarà proprio Darryn (il signore del chaos, nonchè uno dei tre fratelli) a svelare loro la loro natura di prescelti. Durante questo viaggio incontreranno moltissimi nuovi personaggi, alcuni dei quali si aggiungeranno alla comitiva per aiutarli, molti moriranno. Ovviamente non verrà spiegata ogni cosa in questo libro, dovremo attendere il seguito.

Mentre leggevo ho scritto un po' di appunti per evitare di dimenticarmi le mie impressioni una volta finito il romanzo, a parte qualche ripetizione e qualche errore che si possono velocemente correggere ho notato che:
- Ci sono moltissime vicende che iniziano e si concludono in breve tempo, forse troppo breve. I personaggi non sono approfonditi moltissimo, non riusciamo a coglierne che pochissime sfacettature, e così facendo si rischia di non far familiarizzare il lettore con essi, mi dispiace perchè sono sicura che le personalità di tutti siano molto interessanti e particolari, soprattutto quella di Victoria.
- C'è un eccessivo uso dei triangolini che dividono il brano. A volte vengono usati per passare da un personaggio all'altro, altre volte invece vengono usati per cambiare situazione ad esempio il classico racconto del sogno. Questo crea un po' di confusione.
- Una lieve nota di incoerenza su alcuni punti. Mi spiego meglio. Ad un certo punto nel romanzo i personaggi devo per forza di cose imbattersi in una Viverna, un terribile drago. Quando la sentono nominare sono tutti terrorizzati, sono certi di non sopravvivere, perchè nessuno è riuscito mai ad ucciderla. Poi una volta che si scontrano con lei basta un incantesimo a farla morire. Mi sembra troppo esagerato, se invece la Viverna fosse stata ferita o semplicemente bloccata il tempo necessario pr far evadere i personaggi dalla montagna avrebbe avuto forse più senso, visto il terrore che provocava a tutti. Lo stesso discorso vale con gli elfi oscuri, con i serpenti e con Ayra, li si descrive come creature impossibili da uccidere ecc. e poi loro riescono in poco tempo ad eliminarne senza rimanere feriti (tranne con l'ultima).
- La "semplicità" di superare un lutto. A Nessa (una dei prescelti) è morta una persona tanto cara, ma non si parla più di tanto del dolore, così come con la seconda morte che la coinvolge. Ho provato ad immedesimarmi in lei e non avrei assolutamente avuto la forza di fare come lei. Capisco però che la situazione in cui si trovavano non permetteva molto stare lì a disperarsi, però ho notato che non di parla molto di quello che prova lei.

Concludo dicendo che l'idea di base e la storia di per sè sono interessanti, e se approfondite un po' di più porteranno ad un romanzo molto bello. Spero che nel seguito si riesca a conoscere meglio i nostri protagonisti, magari facendo conoscere anche qulcosa del loro passato. Sicuramente non mi fermo qui, nel senso che leggerò sicuramente il seguito, sperando di cambiare idea.

Ecco il mio voto


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