domenica 23 giugno 2013

Recensione "Il bacio dell'angelo caduto"

Era da una vita che avevo adocchiato questa quadrilogia, mi aveva sempre incuriosita. Poi, un giorno, nel mio forum stavamo facendo un gioco nel quale si doveva scegliere la nostra citazione preferita; una ragazza scrisse questo
"Possiedi i... corpi degli altri."
Confermò con un cenno del capo.
"Vuoi usare il mio corpo?"
"Voglio fare un sacco di cose al tuo corpo, ma non quello."
Dopo aver letto queste poche righe comprai subito tutti e quattro i volumi. E' passato un bel po' di tempo da allora, ma finalmente qualche giorno fa mi sono decisa e l'ho letto. Due giorni, l'ho finito in due giorni (e per i miei standard ultimamente, dove per stare dietro a tutto ho poco tempo, è veramente una conquista).  L'ho praticamente divorato. Il prologo in realtà non mi ha proprio
entusiasmata, ma l'autrice si è "fatta perdonare" subito nel migliore dei modi: presentandomi LUI...Patch. Dire che è fantastico è un eufemismo. E' un tipo tenebroso, particolare, mooolto provocatorio. Ho amato il fatto che l'autrice abbia mantenuto tutti questi suoi lati dalla prima all'ultima pagina, non l'ha cambiato per amore o a causa di avvenimenti particolari. Aspettavo con ansia le parti in cui c'era lui...e ce n'erano veramente a palate.
Nora, la protagonista (scusate se la nomino solamente ora, ma...Patch è Patch) è una ragazza normale, che purtroppo ha perso il padre. Vive in una fattoria isolata, ma non vuole trasferirsi perché lì sente la presenza del padre. Siccome la madre, per motivi di lavoro, è molto spesso fuori casa per periodi abbastanza lunghi, Nora vive con Dorothea, una donna di servizio. Le varie vicissitudini della vita, l'hanno portata a diffidare molto delle altre persone.
Vee, la sua migliore amica, è al contrario fin troppo ingenua, prende situazioni serie con leggerezza, fidandosi troppo facilmente della gente. A volte vi giuro l'avrei veramente presa a schiaffi.
La storia comincia con un nuovo giorno di scuola, che ormai è agli sgoccioli. Tutto procede con la solita routine; fino a quando il professore di biologia non decide che per svolgere al meglio un compito incentrato sulle relazioni di coppia, è necessario cambiare la disposizione dei posti. Di fianco a Nora siede il nuovo membro della classe, arrivato a fine anno, ma che è sempre stato un ragazzo silenzioso, che non ha mai fatto attirare l'attenzione su di sé. Patch.
"Ciao io sono Nora."
Il suo sguardo mi passò da parte a parte e gli angoli delle labbra si sollevarono.(...)
Stava scrivendo, e io volevo sapere cosa. (...)
"Che cosa stai scrivendo?" chiesi.
"Parla la mia lingua" disse mentre scriveva quella frase (...)
"Come ti chiami?" (...)
"Come ti chiami?" ripetei, sperando che quel tono esitante nella mia voce fosse solo immaginazione.
"Chiamami Patch. Dico sul serio. Chiamami."
Lo disse ammiccando, così mi convinsi che volesse prendermi in giro.
Nora, nonostante cerchi in tutti i modi di estorcere qualche informazione per il compito a Patch, finisce sempre col parlare di sé, facendo rimanere lui nell'ombra.
Dopo la vicinanza di Patch lei comincia a sentirsi strana, ha delle "visioni" o meglio crede di vedere determinate cose, ma in realtà accade tutto nella sua mente, senza che lei possa impedirlo.
A lungo andare questa situazione diventa frustrante e Nora comincia ad avere paura. A peggiorare il tutto c'è una persona misteriosa che la segue in continuazione e, più di una volta, attenta alla sua vita. Riesce a scamparla perché o per necessità o per scoprire qualcosa, da i suoi indumenti (cappotto, o berretto) ad un'altra persona e a questa puntualmente accade qualcosa.
Il pensiero che possa trattarsi proprio di Patch si insinua nella sua mente, perché le situazioni in cui si incrociano sono troppe, e troppe cose assurde accadono in sua presenza.
Vee si intromette, spingendo l'amica ad indagare sul conto del ragazzo per cercare risposte. La farà anche travestire per "interrogare" i suoi colleghi di lavoro, ma Patch non sarà l'unico problema: la comparsa di Elliot e Jules darà il via ad altri misteri, che alla fine del romanzo verranno svelati. Non solo, una nuova psicologa deve seguire Nora, la signorina Greene le ordinerà di stare lontana da Patch...Perché? Cosa nasconde questa ragazza apparentemente dolce? Molte più cose di quelle che vuole far credere.
Nora e Patch....una fantastica coppia, i loro battibecchi, le sue provocazioni, mi hanno colpito il cuore. Vi cito uno di quelli che ho preferito, tralasciando le parti narrative.
"Quali caratteristiche ti attraggono in un potenziale partner?"
(...)
"Potrebbe chiedere a qualcun altro?"
"Patch, tocca a te."
"Intelligente. Attraente. Vulnerabile." (...)
"Allora Patch. Diciamo che sei a una festa, la stanza è piena di ragazze. (..) Hai trovato una che corrisponde al tuo profilo (...) Come le fai capire che sei interessato a lei?"
"Mi avvicino e le parlo."
"(...) Come fai a sapere se lei è interessata a te o vuole che te ne vada?"
"La studio, cerco di capire a che cosa sta pensando e quali emozioni prova. Non verrà certo a dirmelo, quindi devo fare attenzione. Si avvicina? Mi fissa negli occhi e poi distoglie lo sguardo? Si morde le labbra e gioca con i capelli come sta facendo Nora adesso? E' interessata. I vasi sanguigni del viso di Nora si dilatano e la pelle si riscalda. Sa di essere sotto esame. Le piace ricevere attenzioni, ma non sa come gestirle."
Ho amato Patch fin da subito, il suo carattere non può che conquistare, almeno così è successo a me. Immaginavo di essere Nora e, come lei, arrossivo in determinate circostanze (che ci volete fare, sono un'inguaribile romantica e visto che sulla terra non ho fortuna mi rifugio nei romanzi).
Che altro dire di questo romanzo? E' molto fluido, ricco di dialoghi e scene intriganti. La scena di Pathos alla fine mi ha sconvolta. Non me lo aspettavo proprio.
Un epilogo dolce, delicato che i ha dolcemente emozionata.
"Abbiamo ancora molto di cui parlare" dissi.
"Parlare?" scosse il capo, gli occhi pieni di desiderio.
-Baciami- sussurrò alla mia mente. Non era una domanda era un avvertimento.
Il primo contatto non fu altro che quello: un contatto.
"Ancora?" chiese. Gli presi la testa fra le mani, affondai le dita nei suoi capelli e lo attirai e me
"Ancora."
Impaziente di cominciare il seguito, che spero non sia deludente, vi straconsiglio questo romanzo.
Ecco il mio voto





Seguito dalla targhetta speciale. Che non poteva mancare.

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