venerdì 28 ottobre 2016

Ottava tappa Blog Tour Noemi Gastaldi

Holaaaa! Allora, mi scuso perché questa tappa conterrà solamente l'estratto del brano che avrei dovuto leggere. Purtroppo non sono riuscita a registrare per due motivi:
1. Il mio PC ha deciso di darmi il benservito, e attualmente è in riparazione (speriamo torni presto)
2. Ho raffreddore e tosse, quindi se avessi registrato sarebbe sembrato tipo un horror ahahaha quindi vi ho risparmiato una tortura.
Ma vi prometto che appena sto bene e torna il mio amato pc, registrerò l'estratto e faremo una tappa Extra!
Bene, prima di partire con l'estratto vediamo un attimo il calendario con le tappe (nel caso ve ne foste persa qualcuna).
E ora ecco a voi il mio estratto *_*
Buona lettura

SENZA MEMORIA

Due giovani ragazze si svegliavano l’una accanto all’altra senza memoria; entrambe svestite, entrambe coperte da una sorta di fanghiglia appiccicosa dalla testa ai piedi. Le due giovani aprirono gli occhi contemporaneamente e si guardarono stupite per qualche secondo: erano nella stessa surreale situazione, ma non c’era familiarità tra i loro sguardi. Dimostravano la stessa età, una ventina d’anni al massimo. Entrambe avevano capelli molto lunghi, ridotti quasi a un impiastro fangoso, ma non si poteva dire che si somigliassero: una era alta, vantava un fisico estremamente slanciato, fin troppo magro; l’altra era ben tornita, decisamente più minuta, alta poco più di una bambina. I lineamenti del suo viso sporco erano molto morbidi e, nonostante l’oscurità, spiccavano sul suo volto due bellissimi occhi verdi. Fu lei ad alzarsi per prima: iniziò a guardarsi attorno, cercando di capire dove si trovasse.
Era notte, ma una debole luce proveniente da una serie di lampioni in lontananza le permise d’individuare grosse montagne di sabbia grigia attorno a lei. Dopo aver realizzato di non avere alcuna idea di cosa le fosse accaduto, o di dove si trovasse ora, provò finalmente a rivolgersi a quella che aveva l’aria d’essere sua compagna di sventura: “Che cosa è successo? Dove siamo?” La ragazza dagli occhi scuri non rispose né si alzò. Diede solo uno sguardo alla malcapitata che aveva davanti, senza mostrare alcun interesse. In risposta a quel silenzio, la ragazza dagli occhi verdi camminò a passo svelto verso un grosso sacco che aveva notato guardandosi attorno. Ne grattò con forza la sommità in modo da romperlo e farne fuoriuscire una gran quantità di sabbia simile a quella ch’era sparsa quasi dovunque attorno a loro. Infine, lo sistemò in modo da poterlo indossare e coprire le sue nudità, per poi rivolgersi ancora alla ragazza dagli occhi scuri: “Stai bene? Vuoi che te ne faccia uno?” le chiese. Questa la ignorò nuovamente. Si mise seduta e provò a passarsi le dita sulle braccia, cercando di far venire via lo sporco. Constatando che questa operazione non le riusciva, chiuse gli occhi e si rannicchiò con la testa sulle ginocchia, cercando disperatamente di ritrovare il suo ultimo ricordo. La ragazza dagli occhi verdi girò su se stessa e se ne andò. Iniziò a vagare per il cantiere in cui si era risvegliata all’improvviso senza alcuna cognizione. Colta da una sorta di cleptomania, trovò una busta di plastica e iniziò a metterci dentro tutto quel che incontrava sul suo cammino. Quando raggiunse l’uscita, la busta conteneva un martello, due cacciaviti, un numero imprecisato di chiodi arrugginiti, un cappellino di tela e due piccoli sassi. S’incamminò risoluta sul lieve pendio che l’avrebbe condotta in strada, ma i suoi passi rapidi si bloccarono all’arrivo di due automobili. Le erano sfrecciate davanti all’improvviso, passandole a pochi palmi dal naso e facendole strabuzzare gli occhi. Restò impietrita sul ciglio della strada, certa di non aver mai visto nulla del genere. Lasciò passare qualche secondo, poi si fece coraggio e tentò nuovamente l’attraversamento, sorprendendosi questa volta della spiacevole sensazione che l’asfalto dava ai suoi piedi nudi. Schivò per un pelo una nuova automobile, ritrovandosi finalmente sana e salva sulla piazzetta di fronte al cantiere.
Era stata attratta dalle aiuole e dagli alberi che riempivano lo spazio tra le panchine, e aveva deciso che avrebbe passato la notte in quel luogo. Andò a sedersi su una delle panchine, cercando per una attimo di far mente locale: era come se sentisse di dover fare qualcosa, di dover compiere tutta una serie di gesti a cui non sapeva dare significato. Questo bisogno, quasi non le permetteva di ricordare che si era svegliata nuda e senza memoria in un posto che non conosceva. “Ma che bel vestito!” disse all'improvviso un ragazzo basso e malconcio, sbucato dal buio. Puzzava d’alcool e viveva in pianta stabile sulla panchina su cui ora stava seduta quella strana ragazza. Lei si voltò a guardarlo: “Trovi che sia bello?” gli chiese, stupendolo con la sua voce melodiosa. Il senzatetto si sedette accanto a lei: Probabilmente è strafatta, dunque, altrettanto probabilmente, ci sta. “Hai rubato un sacco di cemento. Cosa ne è stato dei tuoi vestiti?” le domandò con fare amichevole, avvicinandosi abbastanza da farle percepire il suo alito appestante. “Forse li ho persi, forse non li ho mai avuti. Tu dove hai preso quel che hai addosso?” ribatté lei, senza scomporsi minimamente. Il ragazzo era sempre più stranito. “Mi chiamo Carlo, e tu?” provò a chiedere. “Dove hai preso quei vestiti?” insistette lei. “Li ho trovati in giro. Come ti chiami?” domandò ancora, sporgendosi a guardare la busta di plastica che la ragazza stringeva in mano e cercando d’indovinarne il contenuto. “Questa non è una domanda facile…” sospirò, assumendo per un secondo uno sguardo assorto, ma iniziando poi a fissare Carlo con insistenza. “Come?” fece lui. “Come mi chiamo, io?” chiese lei. Carlo non riuscì a sostenere lo sguardo di quegli occhi verdi. Era strano per lui, non ricordava di esser mai stato messo così a disagio nell’ambito di una semplice conversazione. Quella ragazza non aveva soltanto dei begli occhi, c’era qualcosa di più: forse era quella strana sicurezza, il modo in cui pronunciava frasi senza senso con una convinzione completamente fuori luogo. Carlo ci pensò per qualche secondo, poi si voltò nuovamente a guardarla in viso e rabbrividì. Per qualche ragione, non aveva più nessuna voglia di avere a che fare con lei.
Indugiò ancora per qualche secondo, come se scacciare una ragazzina dal suo territorio fosse cosa difficile.
E mentre lui perdeva tempo, lei prese la sua busta e se l’appoggiò sulle gambe. Iniziò a rigirarsi tra le mani gli oggetti che aveva raccolto: Una parte di me sa esattamente quel che va fatto... Così si alzò in piedi e cercò con insistenza lo sguardo di Carlo. Poi estrasse il martello e lasciò cadere a terra il resto. In un gesto rapido, roteò l’oggetto fino a raggiungere con forza la fronte del senzatetto. Continuò a guardarlo negli occhi, mentre il suo cranio si fratturava a seguito del colpo. Lasciò che si accasciasse a terra, poi si chinò a guardarlo più da vicino e sorrise: con tocco lieve, sfiorò uno dei bulbi oculari uscito dall'orbita. Non sapevo che gli occhi umani fossero sfere perfette. In seguito al macabro pensiero, fece per sfilare la maglietta allo sventurato, ma era troppo impregnata di sangue e altra robaccia fuoriuscita dalla sua testa rotta, così, si limitò a prendergli i pantaloni e le scarpe. Una volta vestita, recuperò i suoi preziosissimi oggetti e li ributtò nella busta, per poi tornare a sedersi sulla panchina e tentare ancora di radunare i suoi pensieri, cosa che sembrava non riuscirle assolutamente. Si alzò e prese a guardarsi intorno, gettando occhiate verso il cantiere, delusa dal fatto che attorno a lei non ci fosse più anima viva. Iniziò a camminare nervosamente in linea retta, senza avere idea di dove stesse andando, fin quando, a un certo punto, qualcosa colpì la sua attenzione. Si fermò, girandosi rapidamente per guardare alla sua destra, convinta di aver visto un'altra ragazza. Osservando meglio, si accorse che si trattava soltanto di un manichino. La vetrina, ormai buia, lasciava intravedere uno spettacolo che le piacque molto: un vestitino bianco lavorato, chiuso da nastri che s'incrociavano sul petto e orlato di pizzi. Ancora una volta il martello venne estratto; ancora una volta il colpo andò a segno. La ragazza passò quel che rimaneva della notte a infrangere vetrine dal contenuto interessante. Alle prime luci dell'alba, pur avendo camminato quasi ininterrottamente per ore, ancora non si sentiva stanca. Giunta la mattinata, le strade avevano iniziato poco a poco a essere inondate dalle auto, cosa che l'aveva parecchio infastidita. Dopo aver rischiato di essere travolta a ogni tentativo di attraversamento, la ragazza aveva finalmente trovato un'isola pedonale. I suoi occhi furono quasi incantati dalla bellezza di quel luogo: nel mezzo di una larga piazza elegantemente lastricata in pietra sorgeva un imponente castello, davanti al quale si ergeva un complesso monumentale di pietra scura. La ragazza si avvicinò per vedere meglio quelle statue, che rappresentavano soldati armati di fucile. Per la prima volta ebbe l'impressione di trovarsi davanti a qualcosa che aveva già visto, ma il senso di familiarità non servì a controllare l'irresistibile forza che la spingeva verso una meta ignota. Aggirò il castello, continuando a guardare le abitazioni eleganti che circondavano la piazza, senza mai rallentare il passo, fino a imboccare una lunga via ugualmente elegante e ugualmente priva del fastidioso via vai delle auto. A quel punto, però, dovette ammettere che quei bolidi su ruote non erano il suo unico problema: si sentiva estremamente a disagio sotto lo sguardo della gente. Le persone sbucavano da ogni luogo e sembravano moltiplicarsi senza freno. Solo poche ore prima le era spiaciuto non avere compagnia, ma ora rimpiangeva la solitudine. Così accelerò il passo, allontanandosi dalla folla: si sarebbe rannicchiata in qualche angolino, attendendo l'arrivo delle tenebre. La luce del giorno attirava le folle, e le folle, decisamente, non facevano per lei.

venerdì 21 ottobre 2016

Blogtour "Storia di illustri Shadowhunters e abitanti del mondo dei Nascosti" - Tappa conclusiva

 
Mamma mia, stavo già per partire a razzo a commentare la grafica della copertina (chi mi conosce sa che sono totalmente drogata di cover!).
Ricomponiamoci un secondo. Siamo già (purtroppo) giunti alla tappa conclusiva di questo fin troppo breve blog tour. Eh si, quando si parla di capolavori non si smetterebbe proprio mai.

Titolo: Storia di illustri Shadowhunters e abitanti del mondo dei Nascosti
Autore: Cassandra Clare (illustrazioni di Cassandra Jean)
Prezzo: 19,90€ (9,99€ ebook)
Pagine: 216
Pubblicazione: 18 ottobre 2016
Editore: Mondadori
Un’antologia molto speciale contenente i ritratti, per parole e immagini, dei personaggi più amati della saga scritta da Cassandra Clare e illustrati da Cassandra Jean.

Allora, come le altre colleghe prima di me hanno detto, in questo BT ci hanno dato totale carta bianca, lasciando parlare la nostra passione per questa saga che, fortunatamente, continua a riservarci sorprese.
Fosse per me, starei qui a parlarvi di questa daga per ore ed ore, ma siccome mi volevo dilungare un po' di più nel secondo argomento che tratto, sarò sintetica.
AMO follemente il mondo creato dalla Clare. Non c'è stato nulla da fare per me. Dopo aver letto il primo romanzo ho sognato di possedere uno stilo e avere il corpo ricoperto di rune. Ci sono molti autori che creano un mondo tutto loro, ma quello della Clare lo senti fin dentro le ossa. Mentre leggi ti immergi completamente. Vivi coi personaggi, gioisci e soffri con loro. Per non parlare delle risate da pazza che ti provoca Jace! Quando chiudi il libro e torni alla vita reale una parte di te immagina che oltre le mura di casa ci siano veramente gli Shadowhunters! Perché è un mondo troppo bello per esistere solamente su carta!
Due parole per quanto riguarda la trasposizione cinematografica e la serie TV.
Film: Devo dire che nella prima metà mi è anche piaciuto (nulla da dire sugli attori, che secondo me erano perfetti!) ma il modo in cui è stata sviluppata la trama, non mi è piaciuto. Per non parlare del mega spoiler fatto alla fine (che chi non aveva ancora letto gli altri libri penso abbia avuto 5 minuti in modalità serial killer).
Serie TV: ho provato a dargli una possibilità, ma non sono nemmeno arrivata alla fine del primo episodio, troppo diverso, troppo un casino.
Inutile dire che è semplicemente il mio punto di vista. Sono certa che c'è chi ha amato sia il film che il telefilm.
Waaaa non potete capire come mi sento! Amo follemente parlare di copertine. Prima di concentrarci sulla protagonista di questo blog tour due parole sulle altre. Per quanto riguarda i sei romanzi della saga preferisco assolutamente le copertine italiane: sono meraviglia pura! La loro semplicità le rende particolari e troppo attraenti.
Per la trilogia delle Origini invece, trovo che la versione americana sia sublime! Ha quel che di mistico che, solo con uno sguardo, ti catapulta nel mondo che ha creato Cassandra!
Più le guardo e più le guarderei! Droga...
L'ultimo invece mi piace moltissimo, a parte lo sfondo bianco candido, che stona un po' coi colori più cupi degli altri,
E ora arriviamo alla nuova uscita! Direi che non ha paragone con quella americana. Cioè starei davvero ore a guardarla. Raffinatissimo l'abbinamento dei colori, sfumati per di più. E quei ghirigori che fanno perdere la testa. Non ho ancora avuto modo di poterla toccare, ma dall'immagine sembrerebbe che la carta della sovracopertina sia ruvida.
Se non avessi letto la saga, basterebbe questa cover a convincermi! Li recupererei tutti all'istante. È un libro che vedi e dici "Devo averlo nella mia libreria".
Quella americana non è male, ma.. non spicca come dovrebbe. Sembra una di quelle copertine dei grandi classici col riquadro nero e i ghirigori attorno. La scritta Shadowhunters spicca molto di più nella versione italiana, è di un colore diverso rispetto al nome dell'autrice, così si notano entrambi. Ma come dico sempre, è solo il mio parere personale da amante di cover :)

E per finire... Scopriamo i tarocchi!!!

Bene, prima di lasciarvi vi metto qui sotto il calendario (nel caso vi foste persi qualche tappa precedente).

giovedì 20 ottobre 2016

Gli uomini di... Colleen Hoover Steffetta Letteraria


Buongiorno miei adorati lettori. Oggi sarete indaffarati a scoprire tutte le 8 tappe di questa succulenta staffetta che punta i riflettori su niente po' po' di meno che... Gli uomini che nascono dalla penna di Colleen Hoover. In attesa dell'uscita del suo prossimo romanzo "Novembre 9" diamo un ripasso veloce a chi ha trasformato in cuoricini gli occhi delle nostre lettrici... e blogger! 

Qui di seguito le tappe della staffetta! 

Io vi parlerò della vera protagonista! Colleen Hoover.
Per chi non la conoscesse è nata in Texas l'11 dicembre 1979, dove vive col marito e i tre figli. Si è laureata in Servizi Sociali presso la Texas A & M-Commerce. Ha svolto diversi lavori di assistenza sociale e di insegnamento fino a quando ha iniziato la sua carriera di scrittrice, nel 2011. 
È divenuta famosa dal 2012, quando ha pubblicato il suo primo libro: Slammed (Tutto ciò che sappiamo dell'amore) grazie al voto di 5 stelle dato da un blogger molto influente che ha fatto aumentare vertiginosamente le vendite. 
Ha scritto la bellezza di 11 libri: 3 serie e 3 autoconclusivi (di cui uno ancora inedito da noi).
Ed ecco la copertina dell'ultimo romanzo (autoconclusivo) che potrete leggere tra non molto!!! Emozionate???




martedì 11 ottobre 2016

Recensione "Calendar Girl - Gennaio, Febbraio, Marzo"

Possiamo pure dire che ho scoperto questa sava ormai alla fine, ma come dice il detto? Meglio tardi che mai. Ho letto incuriosita la trama e sono corsa in libreria... Lo so che ho troppi libri da leggere, ma è un periodo un po' così per me e sentivo il bisogno di staccare un attimo.
Beh... ho letteralmente amato questo romanzo!!!
Ammetto che quando ho letto Febbraio ho pensato: Eh cavolo (per usare un termine delicato) ma saranno tutti così i mesi (sì lo ammetto: ero già follemente innamorata di Wes) Per fortuna dopo Marzo il romanzo prende una piega mooolto migliore (sì di nuovo, sto già leggendo il secondo! Ho appena iniziato maggio :P ) 
Prima di analizzare mese per mese, un'infarinatura supe rapida per chi non ha ancora letto nulla.
La protagonista è Mia, una ragazza che ha sofferto parecchio nella sua vita. Nel momento in cui la incontriamo nel romanzo è disperata perché il padre deve al suo ultimo ex la modica cifra di un milione di dollari. Attualmente il padre non può fare nulla perché gli strozzini di quel bastardo l'hanno ridotto in coma dopo averlo picchiato. 
L'unica soluzione per trovare tanti soldi in poco tempo è lavorare per sua zia Millie, che ha un'agenzia di Escort di lusso. 
Ehi... so cosa state pensando: escort = sesso. Ma no, vi sbagliate. In questa agenzia il sesso è un'extra e sta solo nella escort decidere o meno se farlo (se acconsente è solamente per puro piacere). 
Ed è qui che inizia l'avventura di Mia, una corsa contro il tempo per salvare il padre e non solo.
Il primo cliente di Mia è Wes (sì... proprio quello di cui mi sono innamorata). Mia deve fingere di essere la sua fidanzata per un mese, per tenere alla larga le pollastre che cercano di incastrarlo, mentre lui parla con potenziali clienti di lavoro.
Mia si lascia subito travolgere dalla bellezza mozzafiato di quest'uomo e fra i due sono subito scintille. Li ho amati fin da subito! Erano perfetti insieme. Talmente perfetti che sono impazzita quando il mese era giunto alla fine! Sembrava quasi che toccasse a me lasciare Wes!
Dopo l'arrivederci di Wes è il turno del bel francesino Alec, che la ingaggia per diventare la sua musa. Vede in lei la perfezione da poter dipingere. Con lei Mia imparerà che ci sono molte varianti della parola amore. Alec le insegnerà prima di tutto ad amare sé stessa, cosa che Mia non è abituata a fare.
 Ed ecco che inizia quella che per me è la vera esperienza di Mia. Aiutare gli altri! O almeno è quello che ho visto fino ad ora. Tony Fasano, ecco il nome del terzo figone che attende mia. Anche questa volta deve fingere di essere una fidanzata. Ma il bel lottatore ha un segreto. E Mia sarà di grande aiuto! Non posso proprio svelare altro.

In giro si vedono recensioni contrastanti. Come sempre daltronde, ma a me questo primo romanzo è piaciuto moltissimo. È una di quelle storie che, quando chiudi il libro per dormire o andare via, il tuo cervello continua a portarti alla storia, ti fai domande su domande e immagini cosa succederà. E questo mi succede davvero con pochi romanzi!

Recensione "Tutto quello che vorrei"

Eccomi con una nuova recensione. Un romanzo che si divora letteralmente, grazie alla freschezza dello stile e agli eventi che si susseguono in maniera perfetta. Senza punti morti o pause particolari.
Abbiamo due protagonisti: Lauren e Matt, anche se le vicende si concentrano maggiormente sulla ragazza.
Lauren, ha subito un incidente: è stata investita mentre attraversava le strisce pedonali. Dopo essersi rimessa del tutto la sua vita e il suo modo di pensare sono mutati: vuole impegnare al 100% il suo tempo. Niente attività particolari come feste, far baldoria, o altro. Tutto quello che vuole fare se lo appunta meticolosamente nella sua agenda. Ogni minuto è programmato, non c'è niente al caso.
Vivendo da sola ha "contagiato" la sua casa con la mania di controllo che la invade: post it dappertutto, tutto maniacalmente pulito e ordinato.

Pregio? Difetto? Per lei è un porto sicuro. Sente dentro di sé di dover dare il massimo e sfruttare quella vita che per grazia di Dio non le è stata strappata.
Matt, giovane cantante soffre per la morte del migliore amico (nonché chitarrista della band in cui canta) ma affronta il dolore impegnandosi nella promessa che gli ha fatto prima di perderlo: godersi la vita, fare cazzate, fare sesso, non rimpiangere nemmeno un secondo.
Quando il destino fa sì che loro due si scontrino. Eh... caro destino, a volte le pensi davvero bene!
Matt ha la fortuna di trovare l'agenda di Lauren, di conoscere quella parte di sé privata e nascosta. Dopo il loro secondo incontro casuale dentro di lui nasce qualcosa: vuole far vedere a quella stupenda ragazza quanto bella può essere la vita.
E qui partono una serie di incontri che porteranno i due protagonisti a creare un legame sempre più solido. Ma non credete che sono solo rose e fiori... 
Un romanzo che mi è piaciuto moltissimo!
Un consiglio spassionato: leggete i ringraziamenti dell'autrice, avrete una sorpresa inaspettata!